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Dipendenti pubblici: accredito figurativo per maternità

di Bruno Benelli - lunedì, 8 gennaio 2018

Lavoro : Previdenza

Il D.Lgs. n. 151/2001 stabilisce che i periodi corrispondenti ai congedi di maternità e paternità per eventi verificatesi al di fuori del rapporto di lavoro, sono considerati utili ai fini pensionistici. Tutto ciò a condizione che il soggetto possa far valere all’atto della domanda di accredito almeno cinque anni di contribuzione versata in costanza di rapporto di lavoro.

Può capitare che il periodo da riconoscere a un dipendente pubblico (ex INPDAP) sia già parzialmente coperto da altra contribuzione in un altro fondo, a titolo esemplificativo INPS. In questa evenienza si deve accertare se l’assenza di contribuzione figurativa per maternità nel fondo privato derivi da un mancato accredito della stessa, oppure non vi era titolo all’accredito in quanto il precedente rapporto di lavoro era estinto.

Se si accerta l’inesistenza di un rapporto di lavoro, la Sede INPS potrà riconoscere la maternità nella gestione pubblica mediante accredito figurativo, ovviamente per i soli periodi non coincidenti con quelli coperti da altra contribuzione (figurativa o effettiva) presso altri fondi.

Viceversa, nei casi in cui il periodo corrispondente all’astensione obbligatoria per maternità sia coperto anche parzialmente da contribuzione e si accerti che c’era un rapporto di lavoro, non si potrà procedere al riconoscimento nella gestione pubblica, anche se per caso non vi è copertura figurativa nel fondo privato. Infatti, l’accredito va richiesto nel fondo (ad esempio INPS) in cui la dipendente era a suo tempo iscritta in costanza di rapporto di lavoro.

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