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Imprese creative e culturali. Nuovo elenco dei codici ATECO per iscriversi alla sezione speciale del Registro imprese

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Imprese creative e culturali. Nuovo elenco dei codici ATECO per iscriversi alla sezione speciale del Registro imprese

martedì, 17 marzo 2026

Con decreto del 6 marzo 2026, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 16 marzo 2026, n. 62, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha aggiornato l’elenco delle attività ammesse all’iscrizione speciale del registro delle imprese per imprese culturali e creative. 

Il nuovo elenco si sostituisce al vecchio elenco, già pubblicato dal Ministero, come allegato al decreto dello scorso 10 luglio 2025, aggiornandolo con nuovi codici ATECO.

L’intervento si è reso necessario, a seguito delle segnalazioni provenienti dalle associazioni rappresentative delle imprese artistiche, come ANICA, cha hanno rilevato la necessità di includere nell’elenco categorie di imprese del settore artistico e cinematografico che erano rimaste escluse dal precedente elenco.

Il nuovo allegato tecnico si presenta con una suddivisione per categoria delle imprese ritenute appartenenti ai settori culturale e creativo, riportando specificamente l’attività economica esercitata, il codice ATECO di riferimento e l’indicazione della qualifica di impresa artigiana o meno.

Imprese creative e culturali. Di cosa si tratta

Si rammenta che le imprese culturali e creative sono state ufficialmente istituite e regolarmente dalla Legge n. 206/2023 (Legge quadro per il Made in Italy), che ne ha fornito una definizione specifica, indicando per tali quelle imprese che operano nei settori delle arti visive e performative, nell’audiovisivo/cinema, nell’editoria, design, architettura, musica, nel patrimonio culturale, artigianato artistico e moda, comprendendo anche la gestione, la ricerca e la promozione di beni e prodotti culturali.

L’istituzione di questa nuova categoria di imprese è dovuta al riconoscimento da parte del governo dell’importanza svolta dal settore artistico e culturale sul tessuto produttivo nazionale, caratterizzato da un forte talento creativo, sentendo doveroso valorizzare questo settore attraverso un’azione coordinata finalizzata a rafforzare il ruolo di tali imprese nelle politiche industriali del Paese, in linea con gli obiettivi europei di innovazione, transizione digitale e sviluppo sostenibile.

La legge ha quindi previsto strumenti dedicati alle ICC:

  • una sezione speciale del Registro delle imprese (art. 25);
  • l’Albo delle imprese culturali e creative di interesse nazionale (art. 26);
  • contributi a fondo perduto pari a 3 milioni di euro l’anno per dieci anni (art. 29);
  • un Piano nazionale strategico triennale per promuovere e sviluppare il settore (art. 30).

Un impegno reale, dunque, con lo scopo di consolidare la competitività delle imprese culturali e creative e sostenere l’espansione del genio italico sui mercati nazionali e internazionali, che ha portato a creare la sezione speciale dedicata a tali imprese nel Registro delle imprese. 

Come si ottiene la qualifica di impresa creativa e culturale

La qualifica di impresa culturale e creativa è stata introdotta dall’articolo 25 della legge 27 dicembre 2023, n. 206 e può essere acquisita da parte dei soggetti che possiedono specifici requisiti soggettivi e oggettivi, definiti dal decreto interministeriale adottato dal Ministro della cultura, di concerto con il Ministro delle imprese e del made in Italy n. 402 del 25 ottobre 2024, che regola anche i casi di Ottenendo tale qualifica si procede all’iscrizione nella nuova sezione speciale del Registro delle imprese dedicata alle ICC.

Il decreto stabilisce che hanno accesso alla sezione speciale delle imprese culturali e creative, le imprese già iscritte nel registro delle imprese e i soggetti iscritti nel REA e che svolgono un’attività economica compatibile con gli ambiti culturali previsti dai decreti attuativi e che sono in possesso di uno dei codici ATECO riportati nell’elenco di cui ci si occupa nel presente contributo.

L'Albo delle Imprese Creative e Culturali

Oltre alla sezione speciale dedicata alle imprese creative e culturali, la legge n. 206/2023, ha previsto anche un Albo delle stesse. 

Si tratta di uno strumento che conferisce valore alle realtà più autorevoli del settore, rafforzandone identità, reputazione e visibilità, in Italia e all’estero.

Nell’albo sono comprese imprese che si distinguono per storia, prestigio e ruolo strategico nel sistema produttivo e culturale italiano, espressioni di un’eccellenza sentitamente legata all’identità nazionale.

Possono accedere all’Albo, le imprese che abbiano già conseguito la qualifica di impresa culturale e creativa, che, dunque, risultino iscritte nell’apposita sezione speciale del Registro delle imprese e siano in possesso dei requisiti specifici indicati dal decreto attuativo.

L’istituzione dell’Albo dà attuazione all’articolo 26 della Legge 27 dicembre 2023, 206 ed è stata ordinata con il decreto 8 dicembre 2024, n. 460.

Misure di sostegno per le imprese creative e culturali

Alle imprese creative e culturali sono destinate, inoltre, specifiche misure che si propongono di fornire sostegno alla loro crescita sino al 2033, con l’obiettivo di valorizzare il Made in Italy, rendendolo competitivo sui mercati internazionali. 

Sono previsti contributi a fondo perduto, con una dotazione di 3 milioni di euro annui. Modalità di accesso, criteri di concessione, spese ammissibili, controlli e casi di revoca sono definiti con apposito decreto ministeriale, nel rispetto della normativa europea sugli aiuti di Stato.

L’intervento è individuato dall’articolo 29 della Legge 27 dicembre 2023, n. 206 ed è attuato con Decreto del Ministro della Cultura, di concerto con il Ministro delle Imprese e del Made in Italy e con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, prossimo alla pubblicazione. 

Il MIMIT ha in serbo anche l’attuazione di un piano strategico di lungo periodo che consentirà a tali imprese, un migliore accesso al credito, alla digitalizzazione, all’innovazione tecnologica e allo sviluppo delle competenze manageriali. 

Il Piano incoraggia, inoltre, reti e aggregazioni, l’integrazione con filiere strategiche – come turismo e manifattura creativa – e la costruzione di ecosistemi territoriali dinamici.
Particolare attenzione è dedicata alla tutela della proprietà intellettuale e a strumenti di diplomazia economica, al fine di garantire un valido posizionamento del Made in Italy nei contesti globali. 

Sul sito di Unioncamere, sono disponibili tutte le informazioni per acquisire la qualifica di impresa culturale e creativa ed iscriversi al Registro speciale dedicato; l’allegato al decreto del 6 marzo 2026, individua tutti i codici ATECO aggiornati, il cui possesso è necessario per accedere a tale nuova categoria di imprese.

 

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