Il Codice degli incentivi, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 10 dicembre 2025, n. 286, si occupa di armonizzare, codificandola appunto, la disciplina generale delle agevolazioni, che risultava sino ad oggi nel nostro ordinamento ancora frammentaria.
La nuova norma delinea i princìpi fondamentali che governano i procedimenti amministrativi sugli incentivi e le agevolazioni e istituisce il sistema Incentivi Italia, ossia un catalogo di servizi digitali che integra il Registro Nazionale degli Aiuti di Stato (RNA) e la piattaforma Incentivi.gov.it.
Obiettivo della codificazione è assicurare trasparenza, semplificazione e, soprattutto, uniformità in materia di incentivi e agevolazioni per imprese e professionisti, con riferimento, in particolare alle procedure, sistematizzando, in modo dettagliato, le differenti misure di agevolazione (ad esempio, contributi a fondo perduto, finanziamenti agevolati, agevolazioni fiscali, garanzie su operazioni finanziarie, agevolazioni contributive), secondo il loro intero ciclo di vita, a partire dai parametri di programmazione e coordinamento mediante la creazione di un Tavolo Permanente degli Incentivi, istituito presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, alla redazione dei bandi tipo, ai criteri di assegnazione, fino al monitoraggio e alle cause di revoca degli aiuti.
Di notevole importanza per le imprese e i professionisti, interessati ad ottenere un’agevolazione risulta, in particolare, l’articolo 8 del Codice, con il quale vengono presi in considerazione elementi premianti e riserve specifiche da destinare alle imprese cosiddette “virtuose”, alle quali le amministrazioni responsabili del procedimento di assegnazione delle agevolazioni sono tenute a guardare nella fase istruttoria e di assegnazione del beneficio.
Si tratta, in buona sostanza, di punteggi aggiuntivi, riserve di quote delle agevolazioni o anche incrementi del sostegno, considerati nei limiti delle intensità o dei massimali di aiuto, eventualmente applicabili e delle risorse disponibili da assegnare alle imprese che si sono distinte per valore, applicando concretamente, all’interno della propria organizzazione, specifiche buone prassi.
Gli elementi presi in considerazione dal Codice che consentono alle imprese di essere premiate nell’ambito di una procedura di assegnazione di un beneficio statale sono i seguenti:
- l'avvenuta attribuzione del rating di legalità. L'applicazione della premialità è subordinata alla presenza dell’impresa (o del professionista) proponente, alla data di presentazione dell'istanza di accesso alle agevolazioni, nell'apposito elenco delle imprese con rating di legalità previsto dalla normativa di riferimento;
- il possesso della certificazione della parità di genere di cui all'articolo 46-bis del decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198, e all'articolo 5, comma 3, della legge 5 novembre 2021, n. 162. Anche in tal caso, è necessario aver ottenuto la certificazione alla data di presentazione dell'istanza di accesso alle agevolazioni;
- l'avvenuta assunzione, nei termini stabiliti dal bando, di persone con disabilità, aggiuntive rispetto agli obblighi assunzionali di cui alla legge 12 marzo 1999, n. 68;
- la valorizzazione della quantità e qualità del lavoro giovanile e del lavoro femminile, tenendo conto, nell'ambito delle valutazioni istruttorie, di specifici elementi predefiniti dal bando, quali le misure di welfare aziendali e le azioni adottate dal proponente per ridurre i divari rispetto a opportunità di crescita e per la parità salariale; l'impiego di giovani e donne rispetto alla complessiva pianta organica e la situazione delle assunzioni dei predetti soggetti in un arco temporale predefinito al di sopra della soglia minima prevista da specifiche disposizioni di legge o del bando, come requisito di partecipazione; il possesso di idonee certificazioni utili alla dimostrazione della valorizzazione del lavoro dei giovani ovvero il possesso di idonee certificazioni, aggiuntive rispetto a quella di cui alla lettera b) atte a dimostrare la valorizzazione del lavoro femminile;
- la valorizzazione del sostegno alla natalità e alle esigenze di cura, tenendo conto, nell'ambito delle valutazioni istruttorie, di specifici elementi predefiniti dal bando, quali le misure di welfare aziendale e le azioni adottate dal proponente a favore della genitorialità; il possesso di idonee certificazioni, aggiuntive rispetto a quella di cui alla lettera b), utili alla dimostrazione di tali misure.
Il Codice degli Incentivi prevede che il sistema o i sistemi di premialità dovranno essere selezionati dall’amministrazione proponente, in ogni caso, in considerazione della natura, dell’entità e della finalità dell'incentivo, nonchè dei destinatari e delle procedure previste dal bando e possono essere graduati in ragione di parametri predefiniti ovvero, nel caso del rating di legalita', del punteggio conseguito in sede di attribuzione del rating stesso.
Al fine di garantire un adeguato sostegno alle imprese di minori dimensioni, nell'ambito delle risorse disponibili per ciascun incentivo, la norma stabilisce, inoltre, che alle PMI sia riservata una quota minima del 60 per cento delle predette risorse, di cui almeno il 25 per cento sia destinato alle micro o piccole imprese o ai lavoratori autonomi.
Secondo quanto atteso sempre dalla medesima disposizione del Codice degli Incentivi, l'amministrazione responsabile potrà, inoltre, individuare ulteriori premialità ovvero riserve, rispetto a quelle indicate dal Codice, in favore di iniziative o soggetti rientranti in particolari categorie preventivamente individuate o in possesso di determinati requisiti o certificazioni, secondo quanto previsto dal bando, anche al fine di assicurare coerenza rispetto alla normativa di riferimento dell’incentivo, nonchè ai documenti di programmazione di ciascuna amministrazione e alle programmazioni europee.
Imprese e professionisti, interessati a partecipare ai bandi per ricevere agevolazioni, dall’entrata in vigore della nuova normativa, ossia dal prossimo primo gennaio 2026, sono, dunque, chiamate ad eccellere in specifici ambiti, migliorando i propri contesti organizzativi nei settori indicati dal Codice, adottando, ad esempio, misure per migliorare le condizioni e il benessere dei dipendenti in azienda, certificazioni che attestino il rispetto della legalità e, dunque, adottare criteri concreti per assicurare la trasparenza e l’etica nel modus operandi aziendale, come, ad esempio, dimostrare di operare in maniera corretta rispetto al sistema fiscale e tributario, avvalersi, quindi, di amministratori o comunque figure apicali che non abbiano avuto condanne o nei confronti dei quali non siano stati intrapresi procedimenti penali per reati tributari o reati di mafia.
Occorre considerare, inoltre, che, secondo il Codice in esame, le singole amministrazioni potranno prevedere ulteriori criteri aggiuntivi premianti in base al contesto del bando in favore di quelle imprese che si sono distinte, così ad esempio potrebbero essere valutati come premianti sistemi e misure che favoriscono la sostenibilità ambientale e l’innovazione tecnologica.