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Dal Piano Nazionale Borghi, all’ordinamento della professione di guida turistica, tutte le azioni del Recovery Plan per turismo e cultura

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Dal Piano Nazionale Borghi, all’ordinamento della professione di guida turistica, tutte le azioni del Recovery Plan per turismo e cultura

lunedì, 10 maggio 2021

Tra le sei missioni individuate dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che il Governo italiano ha già trasmesso alla Commissione Europea, la prima, oltre alle componenti finalizzate a conseguire la piena digitalizzazione e innovazione del Paese sia per il settore pubblico che per il privato, include anche interventi diretti ad incrementare il livello di attrattività del sistema culturale e turistico italiano attraverso la modernizzazione delle infrastrutture, materiali e immateriali.

Per fare questo, il Governo punta ad azioni rivolte alla rivalutazione dei Borghi e all’edilizia rurale, alla digitalizzazione, alla tutela del patrimonio culturale, alla Recovery Art e al potenziamento dell’industria cinematografica e promette, in base a quanto stabilito dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, risorse per 6,68 miliardi di euro (per la precisione, 6,675) da destinare ai settori del turismo e della cultura.


Per la cultura gli investimenti nel complesso raggiungono i 4,275 miliardi di euro a cui si sommano nel Fondo Complementare, gli investimenti del "Piano Strategico Grandi attrattori culturali", per 1,460 miliardi di euro, finalizzati al finanziamento di 14 interventi.
2,40 miliardi di euro sono invece le risorse destinate propriamente al turismo, per il quale settore si punta alla creazione di un hub del turismo digitale, ad investimenti per grandi eventi di settore e a creare l’ordinamento delle professioni delle guide turistiche.


Attraverso le misure dettate dal PNRR, con specifico riferimento alla terza componente della prima missione, si intende impostare una strategia di sostegno e rilancio dell’offerta turistica e culturale nazionale; obiettivo è quello di sfruttare appieno la ricchezza culturale e storica del nostro Paese, valorizzandone gli asset e le competenze distintive, nella consapevolezza che il patrimonio culturale e turistico italiano costituisce un volano fondamentale per la migliore crescita e lo sviluppo del Paese.

Vediamo di seguito le principali misure che il PNRR individua per il settore culturale e turistico



PATRIMONIO CULTURALE PER LA PROSSIMA GENERAZIONE - 1,1 MILIARDI DI EURO
 


La misura si articola in tre principali aree di intervento:

  1. Piattaforme e strategie digitali per l’accesso al patrimonio culturale (500 milioni di euro)

    Sono previsti progetti per incrementare, organizzare, integrare e conservare il patrimonio digitale di archivi, biblioteche, musei e in generale dai luoghi della cultura; per offrire a cittadini e operatori nuove modalità di fruizione; per migliorare l’offerta di servizi e sviluppare un’infrastruttura cloud e software per la gestione delle risorse digitali.
  2. Rimozione delle barriere fisiche e cognitive in musei, biblioteche e archivi e investimenti per l’accessibilità (300 milioni di euro)
    
In tale ambito rientrano azioni finalizzate ad eliminare le barriere architettoniche, senso-percettive, culturali e cognitive nei musei, complessi monumentali, aree e parchi archeologici, archivi e biblioteche statali; sono incluse attività di formazione degli operatori sul tema della fruizione del patrimonio culturale.
  3. Miglioramento dell’efficienza energetica di cinema, teatri e musei (300 milioni di euro)
 sono previsti interventi per promuovere l’eco-efficienza e la riduzione dei consumi energetici nei musei e siti culturali statali, nonché nei teatri e nei cinema.
     
 

BORGHI, SICUREZZA SISMICA, PATRIMONIO CULTURALE, RURALE E RELIGIOSO  

A questa misura sono destinati invece 2,720 miliardi di euro; essa si articola in quattro principali aree di intervento:

  1. Piano nazionale per migliorare l’attrattività dei borghi (1,020 miliardi di euro)

    Si prevede di realizzare un “Piano Nazionale Borghi” per potenziare il grande patrimonio di storia, arte, cultura e tradizioni presente nei borghi italiani che racchiudono un grande potenziale di crescita economica. Gli investimenti consentiranno di valorizzare la storia e la cultura dei piccoli centri italiani e delle zone rurali, sostenendo il recupero del patrimonio culturale, l’attivazione di iniziative imprenditoriali/commerciali (come nuove modalità ricettive), rivitalizzando il tessuto socio-economico dei luoghi (ad esempio, riportando antichi mestieri, come l’artigianato), bloccando lo spopolamento dei territori e favorendo la conservazione del paesaggio e delle tradizioni.
    Il fine è quello di sostenere lo sviluppo turistico culturale delle zone periferiche in modo da spostare l’attenzione del turista in zone attrattive, spesso dimenticate.
  2. Protezione e valorizzazione dell'architettura e del paesaggio rurale (600 milioni di euro)

    Si prevedono interventi di restauro e di riqualificazione dell’edilizia rurale storica e degli elementi caratteristici del paesaggio, privilegiando soluzioni eco-compatibili.
  3. Programmi per valorizzare parchi e giardini storici (300 milioni di euro)
    In tale area di intervento si prevede di riportare a nuova vita circa 110 parchi e giardini storici italiani e luoghi di culto attraverso il loro censimento, la digitalizzazione, il restauro, la valorizzazione e la formazione degli operatori, costruendo competenze specialistiche e interdisciplinari in vista del riconoscimento della qualifica di “Giardiniere dell’Arte”.
  4. Sicurezza sismica: Recovery Art Conservation Project (800 milioni di euro)
    
In questa sezione del Piano rientrano interventi di prevenzione antisismica per chiese, campanili e torri e interventi di restauro delle chiese del Fondo Edifici di Culto (FEC).
    
Si progetta di realizzare anche un Centro per il controllo e il monitoraggio dei Beni culturali per la sicurezza dei siti culturali italiani e la creazione di 5 depositi temporanei per la protezione dei Beni culturali mobili in caso di calamità naturali sfruttando anche ex caserme e centrali nucleari dismesse.


INDUSTRIE CULTURALI E CREATIVE 4.0,

SVILUPPO DELL’INDUSTRIA CINEMATOGRAFICA: DA CINECITTÀ AL CENTRO SPERIMENTALE 
455 MILIONI DI EURO

  1. Sviluppo industria cinematografica - Progetto Cinecittà e Centro Sperimentale Cinematografia
 (300 milioni di euro)
    
Ci si propone di realizzare investimenti nel settore cinematografico e audiovisivo per migliorare la competitività di questo comparto, attraverso il  potenziamento degli studi cinematografici di Cinecittà; si punta inoltre a rendere il Paese maggiormente attrattivo sul fronte del cinema internazionale. L’investimento prevede anche il rilancio delle attività formative, della digitalizzazione e dell’efficientamento energetico della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia e un potenziamento della Cineteca Nazionale.
  2. Sviluppo della capacità degli operatori della cultura per gestire la transizione digitale e verde (155 milioni di euro)
    
Si tratta di programmi tesi a favorire la ripresa dei settori culturali e creativi, promuovendo la domanda e la partecipazione culturale, incentivando l’innovazione e la transizione tecnologica e green degli operatori culturali e la partecipazione attiva dei cittadini e promuovendo l’eco-design.
    


IMPRESE RICETTIVE E TURISMO

Sul fronte del turismo propriamente detto si pianifica invece di destinare un fondo ad hoc, anche ad effetto leva, in grado di attrarre investitori privati (supporto BEI) attraverso diversi strumenti di azione, quali:

  • il credito di imposta per le strutture ricettive (530 milioni di euro) al fine di aumentare la qualità dell'ospitalità turistica con investimenti diretti alla sostenibilità ambientale (fonti rinnovabili a minor consumo energetico), alla riqualificazione e all'aumento degli standard qualitativi delle strutture ricettive italiane;
  • dedicare al comparto turistico una sezione speciale del Fondo di garanzia (358 milioni di euro), per facilitare l’accesso al credito per gli imprenditori che gestiscono un'impresa esistente o per i giovani che intendono avviare una propria attività;
  • incentivi all’aggregazione delle imprese turistiche;
  • potenziamento del Fondo nazionale per il turismo (150 milioni di euro per la riqualificazione di immobili ad alto potenziale turistico e alberghi iconici per valorizzare l'identità dell'ospitalità italiana di eccellenza e favorire l'ingresso di nuovi capitali privati);
  • potenziamento del Fondo BEI (748 milioni di euro per il turismo sostenibile; fondo ad effetto leva in grado di generare più di due miliardi di investimenti nelle aree: (i) del turismo di montagna sia per infrastrutture sia per servizi ricettivi; (ii) del settore Business e dell'offerta turistica top quality; (iii) nel turismo sostenibile e nell'upgrade dei beni mobili e immobili connessi all'attività turistica). Il Fondo può raccogliere capitale attraverso la partecipazione ad iniziative delle istituzioni finanziarie europee per concedere crediti agevolati al settore turistico;
  • partecipazione del Ministero del Turismo al capitale del Fondo Nazionale del Turismo, creando un fondo di fondi real estate con l'obiettivo di acquistare, rinnovare e riqualificare strutture alberghiere italiane (1.500 camere d’albergo), tutelando proprietà immobiliari strategiche e di prestigio e sostenendo ripresa e crescita delle catene alberghiere operanti in Italia, soprattutto nelle regioni meridionali.


Gli investimenti programmati sono finalizzati a migliorare l’offerta turistica, con il duplice obiettivo di elevare la competitività delle imprese e promuovere servizi basati sulla sostenibilità ambientale, su innovazione e digitalizzazione. Il Piano include interventi di riqualificazione e ammodernamento delle imprese che operano nel comparto turistico per potenziare il loro livello di digitalizzazione. Sono in progetto modelli innovativi di organizzazione del lavoro, anche attraverso lo sviluppo dei network e altre forme di aggregazione per sviluppare le competenze, digitali e non, degli operatori del settore attraverso l’accesso ad una formazione qualificata.


Si intende inoltre realizzare un Hub del turismo digitale, accessibile mediante una piattaforma web dedicata, che permetta di collegare l’intero ecosistema turistico, al fine di valorizzare, integrare, favorire la propria offerta.

Tale investimento dovrebbe comporsi di tre linee di intervento: (i) miglioramento del portale italia.it con nuovi servizi per il turista; (ii) utilizzo dell’Intelligenza artificiale per analizzare (in forma anonima) i dati sul comportamento online degli utenti e i flussi turistici in aree di maggiore e minore interesse; (iii) “Kit di supporto per servizi digitali di base” a vantaggio degli operatori turistici di piccole e medie dimensioni nelle zone più arretrate del Paese

500 milioni sono poi destinati a sfruttare la scia dei grandi eventi, come il Giubileo del 2025, creando un itinerario turistico nazionale che, muovendo dalla Capitale, porti il turismo lungo percorsi nazionali meno conosciuti. Si proporrà un’offerta differenziata per tipologia di turista. Il progetto mira anche alla formazione e alla creazione di nuovi posti di lavoro nel settore turistico per gestire i complessi restaurati.

Da ultimo, si prevede di realizzare l’Ordinamento delle professioni delle guide turistiche, regolamentando i principi fondamentali della professione e i livelli di prestazione del servizio a livello nazionale. La riforma prevede altresì interventi di formazione e aggiornamento professionale per un miglioramento continuo del servizio offerto.




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