Quel vincolo speciale di amore che lega i nonni ai nipoti ha anche concreti risvolti previdenziali su assegni familiari e pensione ai superstiti. Questi diritti sorgono anche se il nipote non è stato dall’autorità formalmente affidato ai nonni, ma vive di fatto con loro, come succede nella quasi totalità dei casi.
Per avere la pensione il nipote deve essere:
- minore d’età;
- a carico del nonno perché non autosufficiente;
- mantenuto dal nonno in modo abituale. Come si vede anche se è studente (scuola superiore o università) il nipote maggiorenne non ha più diritto alla prestazione. Se poi il nonno muore e lascia in vita la moglie (cioè la nonna), anche in questo caso il nipote ha diritto alla pensione. Egli dalla legge viene infatti trattato come se fosse un figlio. E perciò la pensione verrà attribuita nella misura del 70% se è il solo titolare, senza altra persona, mentre, se anche la nonna è contitolare, prenderà solo il 20% e la nonna il 60% per un totale dell’80%. Proprio come è previsto per i figli. E se i genitori del minore sono in vita e quindi il nipote non è orfano, si può ugualmente avere diritto alla pensione, ma in questa ipotesi la situazione diventa obiettivamente delicata e merita un approfondimento: la possibilità della pensione potrà essere assicurata solo dopo avere visionato la posizione dei genitori.
Se i genitori sono in condizione di mantenere il proprio figlio, anche se di fatto non lo mantengono perché hanno preferito affidarlo ai nonni, la pensione non viene riconosciuta perché il figlio non è a carico.
Se i genitori non sono in condizione di mantenere il figlio, in quanto non lavorano e non hanno redditi (da lavoro o da pensione o da altre fonti), sì alla pensione.