Le aziende sequestrate e confiscate sottoposte alla Amministrazione giudiziaria possono proseguire il lavoro, che lo Stato tutela in base alla legge n. 161/2017 (attuata dal D.Lgs. n. 72/2018), permettendo anche, se necessario, l’accesso all’integrazione salariale e agli ammortizzatori sociali. Per questo è stato disposto che per rilasciare il Durc, documento unico di regolarità contributiva, l’INPS debba tenere conto solo degli obblighi contributivi relativi all’arco temporale successivo alla data di approvazione del programma di prosecuzione o di ripresa dell’attività dell’impresa sequestrata e confiscata. Ciò significa che l’esposizione debitoria maturata antecedentemente resta esclusa dalla verifica della regolarità contributiva. Di conseguenza gli uffici INPS, una volta accertata l’intervenuta approvazione del programma, verificheranno la regolarità contributiva per le aziende sequestrate e confiscate sottoposte ad Amministrazione giudiziaria solo per i contributi che maturano successivamente alla data di approvazione.
La normativa comunque non preclude la notifica degli avvisi di addebito: prevede esclusivamente la sospensione delle azioni esecutive di competenza dell’Agente della riscossione finalizzate al recupero coattivo degli importi dovuti. Perciò tutti i crediti dell’impresa sequestrata e confiscata sottoposta ad Amministrazione giudiziaria, compresi quelli sorti a decorrere dalla data di approvazione del programma di prosecuzione o di ripresa dell’attività, potranno essere trasmessi all’Agenzia della riscossione. Niente azioni esecutive per i crediti sorti anteriormente alla medesima data di approvazione: esse restano sospese.