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Pensionati con redditi di lavoro autonomo: è bene denunciarli all’INPS

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Pensionati con redditi di lavoro autonomo: è bene denunciarli all’INPS

giovedì, 22 novembre 2018

Entro il trascorso 31 ottobre i pensionati che nel 2017 hanno riscosso anche redditi da lavoro autonomo hanno avuto l’obbligo di comunicare questo all’INPS, per dare modo agli uffici di applicare il divieto di cumulo tra le due fonti di reddito, nei casi in cui gli interessati non facevano parte della schiera di titolari di pensione esonerati dal divieto (pensionati di vecchiaia, titolari di pensioni anticipate, di invalidità con 40 anni di contributi, con pensione integrata al minimo, ecc.).

Ebbene, come ogni anno, l’INPS comunica le procedure per rendere la comunicazione un paio di giorni prima della scadenza. Quest’anno l’ha fatto con Messaggio del 29 ottobre, cioè due giorni prima. 

Creando qualche difficoltà agli utenti perché gli interessati devono seguire una non semplice procedura. 

I redditi da lavoro autonomo devono infatti essere dichiarati al netto dei contributi previdenziali e assistenziali e al lordo delle ritenute erariali. Il reddito d’impresa deve essere dichiarato al netto anche delle eventuali perdite deducibili imputabili all’anno di riferimento del reddito.

Una volta stabilita l’esatta misura del reddito extra INPS 2017 l’interessato, una volta autenticatosi con Pin dispositivo sul sito www.inps.it, può accedere all’elenco “tutti i servizi” e selezionare la voce “dichiarazione reddituale – red semplificato”; nel successivo pannello occorre scegliere la campagna di riferimento: 2018 (dichiarazione redditi per l’anno 2017).

I cittadini muniti di Pin dispositivo possono fornire la dichiarazione reddituale anche attraverso il call-center, raggiungibile al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) e al numero 06 164 164 (da rete mobile con costi variabili in base al piano tariffario del proprio gestore telefonico).

Il call-center può dare anche assistenza agli utenti che intendano compilare la dichiarazione in autonomia attraverso il servizio disponibile sul suddetto portale INPS.

E non basta. Occorre anche dichiarare quale sarà il reddito da lavoro autonomo del 2018 sulla base di una previsione non essendo ancora terminato l’anno. In base alle indicazioni gli uffici operano le trattenute in via provvisoria: esse in sostanza sono applicate "a preventivo" per essere poi conguagliate sulla base della dichiarazione dei Redditi 2018, resa a consuntivo nell’anno 2019. E così di anno in anno.

Chi omette di presentare la dichiarazione dei redditi da lavoro autonomo deve versare all’INPS una somma pari all’importo annuo della pensione percepita nell’anno cui si riferisce la dichiarazione medesima. Somma che verrà prelevata dall’Ente previdenziale competente sulle rate di pensione dovute al trasgressore. Il divieto di cumulo opera nei confronti delle pensioni dirette di anzianità, di invalidità e degli assegni diretti di invalidità a carico dell’ assicurazione generale obbligatoria (INPS) e delle forme sostitutive, esclusive ed esonerative della medesima, eccedenti l’ammontare del trattamento minimo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti. Esse sono cumulabili con i redditi da lavoro autonomo nella misura del 70% e sono cumulabili nella misura del 50 % con i redditi da lavoro dipendente. Nel caso di reddito da lavoro autonomo (è questo il caso che stiamo esaminando) le relative trattenute non possono, in ogni caso, superare il 30% dei predetti redditi.

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