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Riforma fiscale e redditi dei terreni, “vertical farm” e “crediti di carbonio”: chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

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Fisco

Riforma fiscale e redditi dei terreni, “vertical farm” e “crediti di carbonio”: chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

mercoledì, 03 settembre 2025

La riforma fiscale è intervenuta in materia di imposte dirette per tener conto del progresso tecnologico e delle attività basate sui più evoluti sistemi di coltivazione, nonché di quelle che concorrono alla tutela dell’ambiente e alla lotta ai cambiamenti climatici.

Entrano dunque nel reddito agrario, entro determinati limiti, anche i più evoluti sistemi di coltivazione, come le colture idroponiche e le “vertical farm”, nonché i “crediti di carbonio” ed altre attività di tutela dell’ambiente e alla lotta ai cambiamenti climatici.

La riforma prevede altresì l’introduzione di procedimenti, anche digitali, che consentano, senza oneri aggiuntivi per i possessori e i conduttori dei terreni agricoli, di aggiornare, entro il 31 dicembre di ogni anno, le qualità e le classi di coltura indicate nel catasto con quelle effettivamente praticate.

Con la circolare 12/E dell’8 agosto 2025, l’Agenzia delle Entrate ha fornito le prime indicazioni operative sulle novità in commento, offrendo esempi pratici e chiarimenti applicativi per la corretta gestione dei nuovi istituti

Quadro normativo di riferimento

Il decreto 192/2024, in attuazione dei principi e criteri direttivi della legge n. 111/2023 (legge delega), ha introdotto significative novità in materia di redditi dominicali e agrari, prevedendo:

  • il riconoscimento ai fini fiscali quale reddito agrario di nuove forme di sfruttamento agricolo in base ai più evoluti sistemi di coltivazione, come le colture idroponiche e “vertical farm”, con l’individuazione di un limite oltre il quale l’attività eccedente si considera produttiva di reddito d’impresa;
  • il riconoscimento quale reddito agrario dei redditi derivanti dalla produzione di beni, anche immateriali, realizzata mediante attività agricole che concorrono alla tutela dell’ambiente e alla lotta ai cambiamenti climatici (si tratta, ad esempio, delle cessioni dei cosiddetti “crediti di carbonio” ottenuti mediante la cattura di CO2, debitamente certificati, entro un “limite di agrarietà”.

La riforma fiscale è così intervenuta in materia di imposte dirette tenendo conto del progresso tecnologico e delle attività basate sui più evoluti sistemi di coltivazione, nonché di quelle che concorrono alla tutela dell’ambiente e alla lotta ai cambiamenti climatici. 

E dunque, anche le coltivazioni realizzate con sistemi evoluti in fabbricati e le cessioni dei crediti di carbonio diventano attività produttive di reddito agrario, entro determinati limiti.

Infine, la riforma fiscale ha previsto l’introduzione di procedimenti, anche digitali, per l’aggiornamento, entro il 31 dicembre di ogni anno, delle qualità e delle classi di coltura presenti in catasto con quelle effettivamente praticate.

Con la circolare 12/E dell’8 agosto 2025, l’Agenzia delle Entrate ha fornito le prime indicazioni operative sulle novità in commento, offrendo esempi pratici e chiarimenti applicativi per la corretta gestione dei nuovi istituti.

 

Allineamento tra la normativa fiscale e quella civilistica

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