Quadro normativo di riferimento
Il decreto 192/2024, in attuazione dei principi e criteri direttivi della legge n. 111/2023 (legge delega), ha introdotto significative novità in materia di redditi dominicali e agrari, prevedendo:
- il riconoscimento ai fini fiscali quale reddito agrario di nuove forme di sfruttamento agricolo in base ai più evoluti sistemi di coltivazione, come le colture idroponiche e “vertical farm”, con l’individuazione di un limite oltre il quale l’attività eccedente si considera produttiva di reddito d’impresa;
- il riconoscimento quale reddito agrario dei redditi derivanti dalla produzione di beni, anche immateriali, realizzata mediante attività agricole che concorrono alla tutela dell’ambiente e alla lotta ai cambiamenti climatici (si tratta, ad esempio, delle cessioni dei cosiddetti “crediti di carbonio” ottenuti mediante la cattura di CO2, debitamente certificati, entro un “limite di agrarietà”.
La riforma fiscale è così intervenuta in materia di imposte dirette tenendo conto del progresso tecnologico e delle attività basate sui più evoluti sistemi di coltivazione, nonché di quelle che concorrono alla tutela dell’ambiente e alla lotta ai cambiamenti climatici.
E dunque, anche le coltivazioni realizzate con sistemi evoluti in fabbricati e le cessioni dei crediti di carbonio diventano attività produttive di reddito agrario, entro determinati limiti.
Infine, la riforma fiscale ha previsto l’introduzione di procedimenti, anche digitali, per l’aggiornamento, entro il 31 dicembre di ogni anno, delle qualità e delle classi di coltura presenti in catasto con quelle effettivamente praticate.
Con la circolare 12/E dell’8 agosto 2025, l’Agenzia delle Entrate ha fornito le prime indicazioni operative sulle novità in commento, offrendo esempi pratici e chiarimenti applicativi per la corretta gestione dei nuovi istituti.
Allineamento tra la normativa fiscale e quella civilistica
Con la modifica ...