 Gentile utente ti informiamo che questo sito utilizza cookie di profilazione di terze parti. Se decidi di continuare la navigazione accetti l'uso dei cookie.
x Chiudi
  • Accedi
  • |
  • SHOP
  • |
  • @ Contattaci
Consulenza.it - L'informazione integrata per professionisti e aziende
Consulenza Buffetti - il portale dei professionisti e delle aziende
Ricerca avanzata
MENU
  • home HOME
  • News
  • Articoli
  • Video
  • Scadenze
  • Formazione
  • Guide
  • CCNL
Home
Articoli
Atti persecutori all’interno del condominio

Articolo

Condominio

Atti persecutori all’interno del condominio

venerdì, 09 febbraio 2024

La sentenza della Corte di cassazione, prima sezione penale, 5 maggio/29 settembre 2023, n. 39675, ha esaminato una vicenda di atti persecutori, contemplati dalla fattispecie criminosa di cui all'art. 612 bis cod. pen., avente ad oggetto i cambiamenti di vita imposti alla vittima nel godere degli spazi comuni di un complesso condominiale.

La Suprema Corte di Cassazione, prima sezione penale, nella sentenza 5 maggio/29 settembre 2023, n. 39675, ha analizzato diverse quaestiones iuris di notevole interesse relative ai requisiti del reato di stalking, con specifico riferimento alle forme di manifestazione concrete degli atti persecutori ed alla prova degli eventi alternativi del delitto in analisi in ambito condominiale. 

La complessa vicenda giudiziale può essere riassunta in questi termini: la Corte di appello di Roma, decidendo all’esito di un primo annullamento con rinvio disposto dalla Corte di Cassazione, riformava la condanna, pronunciata dal Tribunale di Roma nei confronti della ricorrente, rideterminando la pena irrogata e rigettando l'appello proposto dalle parti civili.

Il Giudice di prime cure, difatti, aveva ritenuto l’imputata colpevole del reato di atti persecutori commessi ai danni dei suoi vicini di casa, condannandola ad una pena lievemente più elevata ed al risarcimento dei danni in favore delle parti civili costituite.

La sentenza di primo grado, tuttavia, veniva ribaltata dalla Corte di appello di Roma, la quale assolveva la prevenuta con la formula perché il fatto non sussiste; avverso la pronuncia anzidetta veniva proposto ricorso per cassazione da parte della Procura generale e delle parti civili.

La pronuncia assolutoria veniva dunque annullata con rinvio dalla Corte di Cassazione, sulla base delle coordinate dettate dalla sentenza delle Sezioni Unite n. 14800 del 21/12/2017, in base alle quali il giudice di appello che riformi in senso assolutorio la sentenza di condanna di primo grado deve offrire una motivazione precisa e puntuale, che fornisca una ragionevole giustificazione della difforme conclusione adottata.

La Corte di Cassazione, in altri termini, riteneva che il Giudice di seconde cure non avesse seguito tali principi.

La pronuncia rescindente, in particolare, ...

  • Se sei già registrato o abbonato effettua il login
  • Se vuoi abbonarti, scopri tutte le offerte.
Consulenza Buffetti - il portale dei professionisti e delle aziende

Consulenza.it è di proprietà di Gruppo Buffetti S.p.A. - tutti i diritti sono riservati
Direttore Responsabile: Emidio Lenzi

consulenza@buffetti.it - 06 23 19 51

Gruppo Buffetti S.p.A. con unico azionista - Via Filippo Caruso 23 - 00173 ROMA
P.IVA 04533641009 - C. Fiscale 00248370546 - Iscrizione Registro Imprese REA 776017
Capitale Sociale: € 10.000.000,00 i.v. - Registro A.E.E. n. IT08020000003689

  • Privacy Policy
  • Termini di Servizio
  • Cookie Policy
  • Credits
Dimenticato la password? oppure il nome utente?
NON SEI ANCORA REGISTRATO?
Registrati