L’agevolazione nasce con l’obiettivo di supportare e incentivare le imprese che investono in beni strumentali nuovi, materiali e immateriali, funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato. Con la Legge di Bilancio 2021 (L.178/2020) l’incentivo fiscale era stato rafforzato, attraverso l’ampliamento dell’ambito applicativo anche ai beni immateriali non 4.0 e con l’aumento del limite massimo di investimenti ammissibili.
Manovra 2022: novità per agevolazioni e investimenti
La Legge di Bilancio 2022 (L.234/2021), all’art. 1, comma 44, ha modificato e integrato quanto previsto dalla Legge di Bilancio 2021. Con le nuove disposizioni, vi è la proroga del credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali materiali ed immateriali tecnologicamente avanzati, ossia che rispettivamente rientrano nell’Allegato A e nell’Allegato B della Legge 232/2016. Nulla è stato disposto invece per quanto riguarda gli investimenti in beni “ordinari non 4.0” che daranno luogo a credito di imposta ancora per l’anno 2022, mentre a partire dal 2023 non daranno diritto ad alcuna agevolazione.
Il comma 1051, L. 178/2020, modificato dall’art.1, c.44, L.234/2021, ora dispone che “A tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, comprese le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale di determinazione del reddito dell'impresa, che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato, a decorrere dal 16 novembre 2020, è riconosciuto un credito d'imposta alle condizioni e nelle misure stabilite dai commi da 1052 a 1058-ter, in relazione alle diverse tipologie di beni agevolabili”.
Le nuove disposizioni hanno rimodulato il credito di imposta per gli investimenti in beni strumentali 4.0 e in particolare:
⇒ Per i beni materiali (ALLEGATO ...