L’articolo 39 del Decreto Legge n. 124/2019 (Decreto fiscale 2020) interviene sulla disciplina dei reati tributati (decreto legislativo n. 74 del 2000), rafforzando le pene detentive a carico degli evasori.
La prima novità riguarda l’art. 2 del D.Lgs. n. 74 relativo al reato di dichiarazione fraudolenta mediante fatture false o documenti per operazioni inesistenti. Per tale reato la pena passa da un anno e sei mesi di reclusione a un minimo di quattro anni con il limite massimo portato da sei a otto anni.
Nello stesso articolo viene introdotto un nuovo comma, il 2 bis che prevede un’attenuante se l’ammontare degli elementi passivi fittizi risulta inferiore a euro centomila, in tal caso torna ad applicarsi la reclusione da un anno e sei mesi a sei anni.
Aumentata anche la sanzione per la dichiarazione fraudolenta mediante altri artifizi, di cui al successivo articolo 3, chiunque commette tale reato è sanzionato con la reclusione da tre a otto anni.
Stessa cosa per il reato di dichiarazione infedele (art. 4 D. Lgs. n. 74/2000): la reclusione da uno a tre anni passa da due a cinque, mentre si abbassa da centocinquantamila euro a centomila euro il limite minimo di imposta evasa perché si configuri la fattispecie. Viene inoltre abrogato il comma 1 ter del medesimo articolo, secondo cui non davano luogo a fatti punibili le valutazioni che singolarmente considerate, differivano in misura inferiore al 10 per cento da quelle corrette.
Più grave anche la sanzione per omessa dichiarazione, per la quale la reclusione va da due a sei anni.
Nel caso invece di emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, si viene puniti non più con la reclusione da un anno e sei mesi a sei anni, ...