Premessa
Dalla risposta del MEF all’interrogazione n. 5-02411 del 3 luglio 2019, in Commissione Finanze della Camera, concernente “Criticità applicative del regime agevolato per i titolari di partite IVA”, emerge che l’Agenzia delle Entrate si prepara ad avviare una serie di controlli per scoprire eventuali abusi da parte dei cosiddetti “finti” forfettari, al fine di individuare chi intenda beneficiare del regime fiscale agevolato pur non possedendone i requisiti di accesso e di permanenza.
Per impedire o intercettare tali fenomeni saranno effettuati controlli diretti presso le sedi delle partite IVA e analisi del rischio, sia nei confronti di coloro che hanno adottato il regime per la prima volta e sia nei confronti di coloro che già lo applicavano in precedenza.
Il contesto normativo
Con l’art. 1, commi da 9 a 11, della legge 30 dicembre 2018, n. 145 (legge di Bilancio 2019), il legislatore ha apportato sostanziali modifiche al c.d. regime forfetario introdotto con l’art. 1, commi da 54 a 89, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 (legge di Stabilità 2015), rivolto ai contribuenti persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni in possesso di determinati requisiti, al fine di superare, progressivamente, le criticità derivanti dalla sovrapposizione di preesistenti regimi agevolativi destinati a soggetti con caratteristiche simili (regime fiscale di vantaggio, regime delle nuove iniziative imprenditoriali e di lavoro autonomo, regime contabile agevolato).
Tali modifiche non hanno interessato la struttura del regime in vigore dal 1° gennaio 2015, bensì ne hanno ampliato l’ambito soggettivo di applicazione, estendendolo ai soggetti con ricavi o compensi fino a 65.000 euro (in precedenza il limite era inferiore e diversificato – da 25.000 a 50.000 euro – a seconda del settore di attività). Il vantaggio di operare in regime forfetario non ...