La fatturazione elettronica è ormai alle porte, mancano pochi mesi al 1° gennaio 2019. Nonostante gli operatori richiedano un avvio graduale della nuova modalità di gestione delle fatture (attive e passive), magari ipotizzando un primo periodo di convivenza tra carta e digitale, è certo che la fatturazione elettronica, prima o dopo, sarà operativa. L'Italia ha chiesto ed ottenuto dall'Europa un'apposita autorizzazione per rendere obbligatoria la fatturazione elettronica per le operazioni B2B e B2C. L'introduzione del digitale nel ciclo di fatturazione nasce, evidentemente, dall'intento di recuperare gettito IVA, potendo l'Agenzia controllare il flusso della fatturazione praticamente in tempo reale. Tale rivoluzione digitale sarà accompagnata da una riduzione degli adempimenti che gravano sugli operatori: sul punto, è da accogliere con favore l'abrogazione dello spesometro dal 1° gennaio 2019. Al suo posto verrà introdotto un nuovo adempimento già denominato "esterometro", ossia l'invio mensile dei dati delle fatture attive e passive emesse/ricevute da soggetti non residenti, in quanto operazioni non soggette per obbligo a fatturazione elettronica. Sempre in tema di semplificazioni si segnala la riduzione di due anni del termine del periodo di accertamento in presenza di fatture e corrispettivi inviati in via telematica, nel caso in cui le transazioni di ammontare superiore a 500 euro siano effettuate con strumenti tracciabili (Provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate prot. n. 89757 del 30 aprile 2018).
La creazione del file XML e la trasmissione allo SdI
Partiamo da un dato di fatto. Le disposizioni del Decreto IVA (DPR 633/1972) non cambiano, ossia il contenuto della fattura (art. 21 DPR 633/1972) e i termini dell'emissione della fattura restano ancorati all'effettuazione dell'operazione (art. 6 DPR 633/1972).
Ad oggi, siamo abituati ad emettere le fatture ed inviarle ai nostri clienti tramite mail, pec o a mezzo posta. Questo cambierà. Dal 2019 chi emette la fattura dovrà ...