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Depositi IVA: al via le novità introdotte dal decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio

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Fisco

Depositi IVA: al via le novità introdotte dal decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio

mercoledì, 05 aprile 2017
Dal 1° aprile 2017 si applicano le novità previste dal Decreto legge n. 193/2016 per ciò che riguarda la disciplina dei depositi IVA. Le modifiche si riferiscono anche alla fase di introduzione dei beni in deposito, ma assumono una particolare rilevanza soprattutto le modalità di applicazione dell’IVA nella successiva fase di estrazione dei beni dal deposito.
La disciplina dei depositi IVA è regolata dall’art. 50-bis del D.L. n. 331/1993, introdotto dalla legge n. 28/1997 in linea con i princìpi comunitari contenuti negli artt. 154 e ss. della Dir. n. 2006/112/CE e ha lo scopo di evitare che ai beni comunitari venga riservato un trattamento fiscale meno favorevole rispetto a quello previsto per i beni provenienti da Paesi terzi, che possono essere introdotti in depositi appositamente costituiti ai fini doganali senza pagamento dell’imposta fino al momento della loro importazione. La predetta disciplina, finalizzata a semplificare e rendere più agevole i rapporti commerciali nell’ambito comunitario, risolve in particolare le questioni connesse all’applicazione dell’IVA in caso di stoccaggio in Italia di merci da parte di soggetti identificati in altro Stato membro, nonché in alcune ipotesi di transazioni “a catena”. Infatti, per le cessioni e le prestazioni effettuate mentre i beni sono custoditi nel deposito IVA, l’assolvimento dell’imposta è differito al momento in cui i beni vengono estratti per l’immissione in consumo nel territorio dello Stato.

In sostanza, l’istituto del deposito IVA consente che, per determinate operazioni effettuate mediante l’introduzione dei beni nel deposito, l’imposta, ove dovuta, sia assolta dall’acquirente finale solo al momento dell’estrazione dei beni dal deposito.

Si ricorda che l’art. 50-bis, comma 1, del D.L. n. 331/1993 prevede che possono essere introdotti e custoditi nei depositi IVA beni nazionali e comunitari, non destinati alla vendita al minuto durante la loro giacenza in detti locali. Possono essere introdotti in deposito IVA anche beni provenienti da Paesi terzi purché preventivamente immessi in libera pratica; è indispensabile, infatti, che i beni provenienti da territori extracomunitari abbiano perso lo status di “merce non comunitaria” e acquisito quello di “merce comunitaria”, così da poter liberamente circolare nel territorio degli Stati membri. Sono esclusi, invece, dalla specifica disciplina dei depositi IVA i beni esistenti in ...
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