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DM10 passivi, note rettifiche passive, rimborsi o compensazioni

di Bruno Benelli - lunedì, 8 gennaio 2018

Lavoro : Previdenza

Mess. INPS n. 5159 del 22 dicembre 2017

Chi ha a proprio credito quote di contributi derivanti da DM10 passivi o da note di rettifiche passive, o da Dm10Vig passivi, può scegliere due soluzioni:

  • a. chiedere il rimborso attraverso l’apposita procedura telematizzata;
  • b. non chiedere il rimborso e utilizzare l’importo in compensazione F24 o in compensazione con eventuali partite debitorie.

Stesso discorso per le note di rettifiche. La nota di rettifica passiva, emessa e notificata ai datori di lavoro mediante posta elettronica certificata o in caso di assenza di Pec, tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, può essere chiesta a rimborso attraverso l’apposita procedura telematizzata. In alternativa l’importo potrà essere utilizzato in compensazione F24 o richiesto in compensazione con eventuali partite debitorie.

L’INPS ricorda che anche le note di rettifica passive, al pari di ogni altro debito dell’Istituto, possono essere autonomamente utilizzate dalle strutture territoriali per coprire altre inadempienze solo decorso un anno dall’emissione. Se l’INPS è creditore di una somma e il contribuente risulta avere un debito, resta salva la possibilità di utilizzare le somme che costituiscono il credito ancor prima dello scadere dei 12 mesi. Ciò impone, tuttavia, la preventiva comunicazione al contribuente e la sua successiva accettazione. Il credito dell’azienda derivante da una regolarizzazione contributiva relativa a periodi precedenti (Dm10Vig) deve essere chiesto a rimborso o posto in compensazione legale con altre partite debitorie; non è ammessa in questo caso la compensazione attraverso il modello F24.

La compensazione viene effettuata d’ufficio dall’INPS o su richiesta dell’azienda. Anche in questo caso, analogamente a quanto previsto per le denunce passive e le note di rettifica passive, le partite creditorie e debitorie dell’azienda si elidono, fino a concorrenza del minore importo, dal momento in cui ha inizio la loro coesistenza. L’accertamento effettuato dall’INPS ha valore meramente dichiarativo, per cui gli effetti della compensazione si verificano di diritto.

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