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Aree di crisi complessa: le regioni autorizzano la mobilità in deroga e l’INPS paga

di Bruno Benelli - lunedì, 4 dicembre 2017

Lavoro : Previdenza

Circ. INPS n. 159 del 2017

Le Regioni possono, per la parte non utilizzata delle risorse, autorizzare la prosecuzione senza soluzione di continuità della mobilità in deroga per un massimo di 12 mesi. Ciò è possibile per i lavoratori che: a) operano in un’area di crisi industriale complessa, riconosciuta dalle leggi; b) alla data del 1° gennaio 2017 risultano beneficiari di un trattamento di mobilità ordinaria o di un trattamento di mobilità in deroga. Sono perciò esclusi i lavoratori che hanno terminato il precedente trattamento entro il 31 dicembre 2016.

Agli interessati però le Regioni devono nel contempo applicare misure di politica attive individuate in un apposito piano regionale da comunicare all’Anpal e al Ministero del lavoro. Paga l’INPS fino a che ci siano ancora le risorse finanziarie disponibili per ciascuna Regione.

Le Regioni devono presentare al Ministero del lavoro il “piano regionale di politiche attive del lavoro”.

Il Ministero del lavoro effettua la propria valutazione in ordine alla sostenibilità finanziaria del trattamento e comunica all’INPS e alla Regione richiedente che quest’ultima può procedere alla autorizzazione dei trattamenti previsti. A questo punto la Regione emana un decreto di concessione,dopo avere accertato il requisito della provenienza del beneficiario da un’azienda ubicata in un’area di crisi industriale complessa unitamente alle specifiche misure di politica attiva ed agli altri dati richiesti.

Il decreto viene trasmesso all’INPS esclusivamente per il tramite del sistema informativo percettori (Sip) utilizzando il numero di decreto convenzionale “20000”. L’INPS, a sua volta, verifica che l’importo del singolo decreto sia coerente con lo stanziamento globale assegnata alla Regione.

Per l’anno 2017 l’importo medio mensile delle prestazioni di mobilità in deroga è pari a 1.629, comprensivo di copertura figurativa e assegno per il nucleo familiare. Il pagamento della prestazione di mobilità in deroga è subordinata alla presentazione da parte del beneficiario di un’apposita domanda on-line di mobilità in deroga. L’indennità è considerata reddito imponibile della stessa categoria dei redditi sostituiti o integrati e pertanto è soggetta al regime della tassazione ordinaria, e con il riconoscimento delle detrazioni di imposta. L’INPS in qualità di sostituto d’imposta opererà a fine anno 2017 il conguaglio fiscale e rilascerà la relativa certificazione fiscale (mod. Cu).

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