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Reddito di inclusione: domanda dal 1° dicembre 2017, prima rata dal 1° gennaio 2018

di Bruno Benelli - lunedì, 4 dicembre 2017

Lavoro : Previdenza

Circ. INPS n. 172 del 22 novembre 2017

Dal 1° dicembre è possibile presentare domanda al Comune di appartenenza per ottenere il reddito di inclusione (ReI) che nella fase di prima applicazione è pari, nella misura massima mensile, a 491 euro (il valore dell’assegno sociale INPS 2017, maggiorato della rivalutazione 1,2% per il 2018). Il sistema del reddito di inclusione stabilisce due linee di intervento: un assegno mensile e un progetto personalizzato o un patto di servizio per la ricerca di un lavoro.

Occorre avere i seguenti requisiti:

  • a. cittadinanza: italiani, europei, extracomunitari con soggiorno; apolidi, rifugiati politici;
  • b. residenza: in Italia da almeno due anni.

Ma non bastano questi requisiti. Occorre anche che la famiglia abbia una certa composizione e non abbia redditi superiori a certi importi:

  • 1. composizione famiglia: con minore di 18 anni, o con disabile, o con donna incinta o con disoccupato sopra i 55 anni;
  • 2. reddito familiare uguale al valore Isee: fino a 6 mila euro, patrimonio immobiliare: fino a 20 mila euro;
  • 3. nessun veicolo intestato entro gli ultimi 24 mesi.

Per chi ha il diritto, la prima rata (i pagamenti sono esenti da imposte) sarà versata con decorrenza gennaio 2018 sulla base della composizione familiare (scala di equivalenza) ed entro il tetto sopra indicato. L’assegno verrà concesso per 18 mesi con eventuale proroga di altri 12 mesi. Entriamo più in dettaglio per la parte operativa. La domanda di ReI deve essere presentata presso i comuni (o altri punti di accesso indicati dai comuni stessi), usando l’apposito modello di domanda predisposto dall’INPS, che si può reperire nei siti dell’INPS e del Ministero del lavoro.

Presentata la domanda i comuni comunicano all’INPS entro 15 giorni lavorativi la richiesta del Rei con tutte le informazioni contenute nel modulo inclusive del codice fiscale del richiedente.

Gli ambiti territoriali e i comuni verificano, i requisiti di residenza e di soggiorno e, nei casi necessari, la presenza in famiglia di una donna in gravidanza accertata, come da idonea documentazione medica rilasciata da struttura pubblica e la data presunta del parto. A sua volta INPS verifica entro 5 giorni lavorativi il possesso dei requisiti per l’accesso al Rei, sulla base delle informazioni disponibili nei propri archivi e in quelli delle amministrazioni collegate.

Il Rei è riconosciuto dall’INPS subordinatamente alla sottoscrizione del progetto personalizzato, eventualmente nelle forme del patto di servizio o del programma di ricerca intensiva di occupazione. Ricevuto l’ok di tale sottoscrizione presso i centri per l’impiego INPS dispone il pagamento mensile del beneficio, a partire dal mese successivo alla richiesta, sotto forma di “carta acquisti” che ora si chiama “carta Rei”.

La Carta ReI consente: di effettuare prelievi di contante, entro un limite mensile non superiore alla metà del beneficio massimo attribuibile (245 euro); di acquistare i generi alimentari già previsti per la carta acquisti.

La carta viene emessa dal concessionario del servizio, ovvero Poste Italiane, che invierà al beneficiario apposita comunicazione in proposito. A questo punto l’interessato dovrà recarsi presso uno degli uffici postali abilitati a rilasciare la carta Rei, presentando il proprio documento di identità. Si precisa che il ritiro potrà avvenire anche senza la presentazione della comunicazione di emissione della carta, previa esibizione di un documento di riconoscimento in corso di validità.

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