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Settembre 2017 - Spesometro: trasmissione telematica dei dati delle fatture emesse e ricevute

di Annamaria Bettagno e Giancarlo Modolo - martedì, 29 agosto 2017

I soggetti passivi IVA, con decorrenza dal 2017, devono trasmettere telematicamente lo Spesometro (semestrale per l’anno 2017 e trimestrale a partire dal 2018), nel quale specificare le informazioni e i dati di tutte le fatture emesse, nonché di quelle ricevute e registrate ai sensi dell’art. 25 del decreto IVA, comprese le bollette doganali e i documenti inerenti note di variazione di cui all’art. 26 del decreto IVA. La prossima scadenza è il 28 settembre.

Fisco : Imposta sul valore aggiunto : Spesometro

Legge n. 244 del 24 dicembre 2007, art. 1, comma 211
D.L. n. 78 del 31 maggio 2010, art. 21
Legge n. 122 del 30 luglio 2010
D.P.R. n. 633 del 26 ottobre 1972, art. 21 bis
D.M. del 17 giugno 2014, art. 3
D.Lgs. n. 127 del 5 agosto 2015, art. 1, comma 3
D.L. n. 193 del 22 ottobre 2016, art. 4
Legge n. 225 del 1 dicembre 2016
Provv. n. 58793 del 27 marzo 2017
Provv. n. 68495 del 6 aprile 2017
D.P.R. n. 633 del 26 ottobre 1972, art. 26
D.P.R. n. 633 del 26 ottobre 1972, art. 74
D.P.R. n. 633 del 26 ottobre 1972, art. 21
D.P.R. n. 633 del 26 ottobre 1972, art. 23
D.P.R. n. 633 del 26 ottobre 1972, art. 24
D.P.R. n. 633 del 26 ottobre 1972, art. 25
D.Lgs. n. 472 del 18 dicembre 1997, art. 13
Circ. n. 1/E del 7 febbraio 2017
Ris. n. 87/E del 5 luglio 2017
Ris. n. 104/E del 28 luglio 2017
Ris. n. 105/E del 28 luglio 2017
Fisco Imposta sul valore aggiunto Spesometro

1. Aspetti generali

L’art. 21 del D.L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla L. 30 luglio 2010, n. 122, riguardante la “comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute”, puntualizza che in riferimento alle operazioni rilevanti ai fini dell’imposta sul valore aggiunto effettuate, i soggetti passivi, come regola generale, a regime, devono trasmettere telematicamente all’Agenzia delle entrate, entro l’ultimo giorno del secondo mese successivo ad ogni trimestre, i dati:

  • di tutte le fatture emesse nel trimestre di riferimento;
  • delle fatture di acquisto ricevute e registrate ai sensi dell’art. 25 del decreto IVA, ivi comprese le bollette doganali,

nonché:

  • i dati delle relative variazioni.

La comunicazione relativa all’ultimo trimestre deve essere effettuata entro l’ultimo giorno del mese di febbraio dell’anno successivo a quello di competenza.

Si è precisato “come regola generale, a regime”, in quanto per l’anno 2017, l’adempimento è stato previsto con cadenza “semestrale” e il primo invio, che era fissato per il 18 settembre 2017 (in quanto il 16 settembre è sabato), è stato prorogato al 28 settembre, per consentire ai soggetti interessati un tempo maggiore per prendere confidenza con il nuovo meccanismo.

La trasmissione di questi dati, infatti, come verrà successivvamente analizzato, è abbastanza complessa per l’assenza di un diagnostico che consenta di verificare a priori la regolarità della procedura.

Senza, è sufficiente anche un solo dato incompleto o inesatto per bloccare tutta la procedura di invio.

Inoltre, situazione da valutare con attenzione, i dati, che devono necessariamente risultare inviati in forma analitica, seguendo le modalità espressamente stabilite con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate, come successivamente verrà analizzato.

Ai fini procedurali le informazioni che devono costituire oggetto dell’adempimento in forma analitica devono comprendere almeno:

  • i dati identificativi dei soggetti coinvolti nelle operazioni (codice Paese, partita IVA e/o codice fiscale, denominazione o nome e cognome, sede);
  • la data ed il numero della fattura;
  • la base imponibile;
  • l’aliquota applicata;
  • l’imposta;
  • la tipologia dell’operazione.

Specificamente, si ritiene opportuno evidenziare che:

  • le informazioni da trasmettere sono relative:

    • alle fatture emesse, indipendentemente dalla loro registrazione (comprese quindi, per esempio, quelle annotate o da annotare nel registro dei corrispettivi a norma dell’art. 24, comma 2, del decreto IVA);
    • alle fatture ricevute e alle bollette doganali, registrate ai sensi dell’art. 25 del decreto IVA;
    • alle fatture ricevute da soggetti che si avvalgono del regime forfetario o in regime di vantaggio;
    • alle note di variazione delle predette fatture;
  • non è necessario “comunicare i dati contenuti in altri documenti”, come, a titolo meramente indicativo, non devono essere comunicati le informazioni e i dati:

    • delle schede carburante;
    e/o:

    • delle operazioni certificate con lo scontrino o la ricevuta fiscale;
    mentre l’utilizzo del documento riepilogativo di cui all’art. 6, commi 1 e 6, del D.P.R. 9 dicembre 1996, n. 695, non determina l’esonero per il contribuente dall’invio dei dati di ogni singola fattura.

La trasmissione dello spesometro deve essere effettuata in via telematica tramite un file in formato xml che:

  • può contenere i dati di una o più fatture, anche relative a più committenti / fornitori;
  • deve essere sigillato elettronicamente o firmato elettronicamente tramite CAdES-BES, XAdES-BES o Entratel (Desktop telematico), per garantire l’origine e l’integrità del medesimo;
  • può essere trasmesso con una delle seguenti modalità:

    • Ftp, con il quale sussiste la possibilità di procedere a eseguire trasmissioni di più file, previo accordo;
    • SPCoop, con il quale è possibile inviare un file alla volta, previo accordo;
    • web service Https, con il quale è possibile procedere a trasmettere un file alla volta, previo accordo;
    • Web, con il quale è possibile procedere a trasmettere un file alla volta.

Le notifiche sull’esito dell’elaborazione del file da parte del “sistema ricevente” sono inviate utilizzando il medesimo impiegato per la trasmissione del file e risulta contenuto in un file Xml.

Specificamente, in relazione ai controlli che vengono operati sul file trasmesso, il sistema utilizza i seguenti codici:

IdentificativoSignificato
ES01File validato
ES02File validato con segnalazione
ES03File scartato

2. Termini per l’invio degli adempimenti periodici

Con decorrenza dal periodo d’imposta “2017”, l’art. 4 del D.L. 22 ottobre 2016, n. 193, convertito, con modificazione, nella L. 1° dicembre 2016, n. 225, in sostituzione dello “spesometro annuale”, sono stati previsti due nuovi adempimenti.

Tali nuovi adempimenti sono:

  • la comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute, per le quali, con riferimento alle operazioni rilevanti ai fini dell’imposta sul valore aggiunto effettuate, i soggetti passivi devono procedere alla trasmissione telematica all’Agenzia delle entrate, entro l’ultimo giorno del secondo mese successivo ad ogni trimestre, i dati di tutte le fatture:

    • emesse nel trimestre di riferimento;
    • ricevute e registrate ai sensi dell’art. 25 del decreto IVA;
    comprese:

    • le bollette doganali;
    • i dati delle relative variazioni;
    tenendo presente che l’adempimento inerente all’ultimo trimestre di ogni anno solare deve risultare posto in essere entro l’ultimo giorno del mese di febbraio.
    Per l’omessa o errata trasmissione dei dati delle fatture emesse e ricevute è stata prevista l’applicazione della sanzione di € 2,00 per ciascuna fattura, comunque entro il limite massimo di € 1.000,00 per ciascun trimestre, tenendo presente che:

    • la sanzione viene ridotta alla metà, entro il limite massimo di € 500, se la trasmissione risulta effettuata entro i 15 giorni successivi alla scadenza stabilita, o se, nel medesimo termine, viene posta in essere la corretta trasmissione delle informazioni e dei dati;
    • non si rende operativo il cumulo giuridico, di cui all’art. 12 del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472;
  • le comunicazioni dei dati delle liquidazioni periodiche IVA, il cui obiettivo è quello di attivare uno specifico monitoraggio, nel corso dell’anno, dell’entità del credito e del pagamento del debito IVA di ciascun soggetto passivo.
    In concreto, è stato stabilito che i soggetti passivi IVA devono procedere alla trasmissione telematica all’Agenzia delle entrate, entro l’ultimo giorno del secondo mese successivo ad ogni trimestre, di una comunicazione dei dati contabili riepilogativi delle liquidazioni periodiche dell’imposta (mensili e trimestrali), tenendo in considerazione, in ogni caso, che:

    • la comunicazione deve necessariamente risultare posta in essere anche per le liquidazioni periodiche con saldo a credito del contribuente o con saldo a zero;
    • in presenza di più attività, con determinazione separata dell’imposta, è prevista la presentazione di una sola comunicazione riepilogativa per ciascun periodo di riferimento;
    • non sono stati modificati gli ordinari termini di versamento dell’imposta dovuta in base alle liquidazioni periodiche effettuate.
    L’adempimento predetto non si rende operativo per i soggetti IVA non tenuti:

    • ad eseguire le liquidazioni IVA periodiche, come, a titolo meramente indicativo:

      • i contribuenti di vantaggio (noti anche con l’espressione “contribuenti minimi”);
      • i soggetti che applicano il regime forfetari;
      • coloro che non hanno posto in essere operazioni attive o passive e, quindi, non hanno un credito d’imposta da riportare al periodo successivo;
      • gli operatori IVA che hanno effettuato esclusivamente operazioni esenti e non hanno optato per la dispensa dagli adempimenti di cui all’art. 36-bis del decreto IVA;
    • alla presentazione della dichiarazione annuale, come, ad esempio:

      • coloro che hanno annotato esclusivamente operazioni esenti;
      • i produttori agricoli in regime speciale (ex art. 34, comma 6, del decreto IVA);
      tenendo in considerazione che se vengono effettuate operazioni che fanno venir meno l’esonero dell’adempimento dichiarativo annuale IVA, è necessario presentare la comunicazione periodica in argomento con decorrenza “dalla liquidazione relativa al periodo nel corso del quale si sono verificate le condizioni che hanno fatto venire meno l’esonero”.

Per l’omessa e/o l’errata comunicazione in argomento è stata prevista l’applicazione della sanzione amministrativa da € 500,00 a € 2.000,00, che si riduce alla metà se la trasmissione viene eseguita entro i 15 giorni successivi alla scadenza stabilita o se, nel medesimo termine, viene posta in essere la corretta trasmissione delle informazioni e dei dati.

In sede di conversione del decreto cosiddetto “Milleproroghe”, è stata prevista, per il 2017, la periodicità di presentazione dello spesometro è, di fatto, semestrale, mentre l’invio dei dati delle liquidazioni IVA periodiche è stato confermato con periodicità trimestrale, per cui il primo invio per l’anno “2017”, che riguarderà le liquidazioni dei mesi di gennaio, febbraio e marzo, deve necessariamente risultare posto in essere entro il 31 maggio 2017.

I termini inerenti ai predetti adempimenti periodici possono essere così schematizzati:

  • per il periodo d’imposta 2017:
AdempimentiVersamentiInvio comunicazioni
Liquidazione IVAGennaio 201716 febbraio 2017
Febbraio 201716 marzo 2017
Marzo 201718 aprile 2017
Primo trimestre 201716 maggio 201731 maggio 2017
(proroga al 12 giugno 2017 disposta dal D.P.C.M. 22 maggio 2017, in G.U. 30/05/2017, n. 124)
Liquidazione IVAAprile 201716 maggio 201718 settembre 2017
Maggio 201716 giugno 2017
Giugno 201717 luglio 2017
Secondo trimestre 201721 agosto 201718 settembre 2017
Spesometro primo semestre 2017-28 settembre 2017
(prorogato da DPCM del MEF del 1° settembre)
Liquidazione IVALuglio 201721 agosto 201730 novembre 2017
Agosto 201718 settembre 2017
Settembre 201716 ottobre 2017
Terzo trimestre 201716 novembre 2017 30 novembre 2017
Liquidazione IVAOttobre 201716 novembre 201728 febbraio 2018
Novembre 201718 dicembre 2017
Dicembre 201716 gennaio 2018
Liquidazione IVA (contribuenti trimestrali speciali) Quarto trimestre 201716 febbraio 2018 28 febbraio 2018
Spesometro secondo semestre 2017-28 febbraio 2018
Dichiarazione annuale per anno 2017dal 1° febbraio al 30 aprile 2018

  • a regime (dal 1° gennaio 2018):
AdempimentiVersamentiInvio comunicazioni
Liquidazione IVAGennaio16 febbraio 31 maggio
Febbraio16 marzo
Marzo16 aprile
Primo trimestre16 maggio 31 maggio
Spesometro primo trimestre-31 maggio
Liquidazione IVAAprile16 maggio16 settembre
Maggio16 giugno
Giugno16 luglio
Secondo trimestre20 agosto16 settembre
Spesometro secondo trimestre-16 settembre
Liquidazione IVALuglio20 agosto30 novembre
Agosto16 settembre
Settembre16 ottobre
Terzo trimestre16 novembre30 novembre
Spesometro terzo trimestre-30 novembre
Liquidazione IVAOttobre16 novembreUltimo giorno del mese di febbraio dell’anno successivo a quello di riferimento
Novembre16 dicembre
Dicembre16 gennaio
Liquidazione IVA (contribuenti trimestrali speciali) Quarto trimestre16 febbraioUltimo giorno del mese di febbraio dell’anno successivo a quello di riferimento
Spesometro quarto trimestre-Ultimo giorno del mese di febbraio dell’anno successivo a quello di riferimento
Dichiarazione annuale dal 1° febbraio al 30 aprile dell’anno successivo

3. Soggetti agevolati e/o esclusi dall’adempimento periodico

Nel comunicato stampa del 12 settembre 2017, l’Agenzia delle entrate ha specificato che:

  • i curatori fallimentari;
  • i commissari liquidatori;

sono tenuti ad effettuare la comunicazione dei dati delle fatture della società/impresa fallita o in liquidazione coatta amministrativa rispettando i termini normativamente previsti per l’adempimento, ma con riferimento alle fatture da loro emesse e ricevute/registrate dalla data di dichiarazione di fallimento o di liquidazione coatta amministrativa, tenendo presente, in ogni caso, che resta ferma la possibilità per gli stessi curatori e commissari di inviare anche i dati delle fatture emesse e ricevute/registrate anteriormente alla dichiarazione di fallimento o di liquidazione coatta amministrativa, di cui sono entrati in possesso ai fini dell’assolvimento dei propri incarichi.

Senza pretesa di completezza, si ritiene opportuno porre in risalto che:

1) i soggetti che si avvalgono del regime speciale per i produttori agricoli situati nelle zone montane, si devono ritenere esclusi, in tutto o in parte, dall’obbligo di trasmissione dello spesometro periodico.

Al riguardo, infatti, si precisa che:

  • l’art. 36, comma 8-bis, del D.L. 18 ottobre 2012, n. 179/2012, convertito, con modificazioni, dalla L. 17 dicembre 2012, n. 221, stabilisce che al fine di rendere più efficienti le attività di controllo relative alla rintracciabilità dei prodotti agricoli e alimentari (ai sensi dell’art. 18 del Reg. CE n. 178/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 gennaio 2002, sulla sicurezza alimentare), i produttori agricoli di cui all’art. 34, sesto comma, del decreto IVA, sono tenuti alla comunicazione annuale delle operazioni rilevanti ai fini dell’imposta sul valore aggiunto di cui all’art. 21 del D.L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla L. 30 luglio 2010, n. 122;
  • l’art. 4, comma 1, del D.L. 22 ottobre 2016, n. 193, convertito, con modificazioni, dalla L. 1 dicembre 2016, n. 225, ha modificato l’art. 21 del D.L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla L. 30 luglio 2010, n. 122, esonerando dall’obbligo di comunicazione in argomento solamente i produttori agricoli di cui all’art. 34, comma 6, del decreto IVA, situati nelle zone montane di cui all’art. 9 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 601;
  • l’art. 9 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 601individua, tra l’altro, le “zone montane” come segue:

    • terreni situati ad una altitudine non inferiore a 700 metri sul livello del mare e quelli rappresentati da particelle catastali che si trovano soltanto in parte alla predetta altitudine;
    • terreni compresi nell’elenco dei territori montani compilato dalla commissione censuaria centrale;
    • terreni facenti parte di comprensori di bonifica montana.

In pratica, ai fini dell’individuazione dei soggetti esonerati, è necessario fare riferimento al luogo in cui sono ubicati i terreni sui quali viene svolta l’attività agricola e non a quello in cui i soggetti in argomento hanno il domicilio fiscale.

In altre parole, per fruire dell’esonero è necessario che detti soggetti svolgano la loro attività in terreni:

  • situati ad una altitudine non inferiore a 700 metri sul livello del mare e in quelli rappresentati da particelle catastali che si trovano soltanto in parte alla predetta altitudine;
  • compresi nell’elenco dei territori montani compilato dalla commissione censuaria centrale;
  • facenti parte di comprensori di bonifica montana;

tenendo in considerazione che lo svolgimento dell’attività in detti terreni non deve essere esclusiva con la conseguenza che rientrano nell’esonero in esame i predetti produttori agricoli che esercitano l’attività in terreni ubicati in misura maggiore al 50% in zone montane.

Ne deriva, di conseguenza, che i produttori agricoli operanti in zone diverse da quelle predette devono necessariamente assolvere l’obbligo di comunicazione in esame, in una modalità che sia compatibile con il regime semplificato di cui all’art. 34, comma 6, del decreto IVA, a loro applicabile.

Sono, quindi, tenuti a comunicare unicamente i dati relativi alle operazioni “attive” mediante l’invio dei dati delle autofatture emesse dai cessionari, copia delle quali deve essere consegnata ai produttori agricoli, tenendo presente, in ogni caso, che questi ultimi hanno, comunque, la possibilità di optare per il regime ordinario IVA, nel qual caso, ovviamente, si rendono operativi gli ordinari obblighi di comunicazione dei dati fattura.

2) le Amministrazioni pubbliche di cui all’art. 1, comma 2, della L. 31 dicembre 2009, n. 196, nonché le amministrazioni autonome, si devono ritenere esonerate dall’obbligo di invio dei dati delle fatture ricevute.

L’esonero è conseguenza dell’obbligo di invio, verso i predetti enti, delle fatture elettroniche attraverso il Sistema di Interscambio ai sensi dell’art. 1 della L. 24 dicembre 2007, n. 244 e, conseguentemente, i dati delle predette fatture, sono automaticamente acquisiti dall’Agenzia delle entrate al momento del passaggio delle stesse attraverso il Sistema di Interscambio.

Per completezza, si ritiene, opportuno puntualizzare che rimane, invece, obbligatorio, anche per tali enti, l’invio dei dati delle fatture, e delle relative note di variazione, emesse nei confronti di soggetti diversi dalle pubbliche amministrazioni che non sono state trasmesse tramite il Sistema di Interscambio;

3) i soggetti che hanno aderito al regime opzionale di trasmissione dei dati, sono esonerati dalla comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute.

Infatti, coloro che:

  • ai sensi dell’art. 1, comma 3, del D.Lgs. 5 agosto 2015, n. 127, hanno optato per il regime facoltativo di trasmissione dei dati delle fatture all’Agenzia delle entrate;

oppure:

  • ai sensi dell’art. 2, comma 1, del D.Lgs. 5 agosto 2015, n. 127, sussistendo i previsti requisiti e presupposti, hanno optato per l’invio dei dati sia delle fatture, sia dei corrispettivi;

hanno già trasmesso all’Agenzia delle entrate, in forma analitica, le informazioni e i dati di tutte le fatture e, quindi, hanno già assolto gli obblighi comunicativi stabiliti dal vigente art. 21 del D.L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla L. 30 luglio 2010, n. 122;

4) i soggetti in regime forfetario (di cui all’art. 1, commi 54-89, della L. 23 dicembre 2014, n. 190) si devono ritenere esonerati dall’invio dei dati di tutte le fatture, in quanto gli stessi:

  • non annotano le fatture emesse;
  • non addebitano l’IVA in fattura ai propri clienti;
  • non detraggono l’IVA sugli acquisti;
  • non annotano le fatture ricevute;
  • non liquidano l’imposta e non la versano;

oltre a non essere obbligati a presentare la dichiarazione IVA;

5) i contribuenti in regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità (di cui all’art. 27, commi 1 e 2, del D.L. 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla L. 15 luglio 2011, n. 111, che per lo svolgimento dell’attività d’impresa, arte o professione che si sono avvalsi, fino al 2015, del “regime dei minimi” e lo mantengono fino alla scadenza, sono esonerati dall’invio dei dati di tutte le fatture, in quanto gli stessi:

  • non annotano le fatture;
  • non addebitano l’IVA a titolo di rivalsa;
  • non detraggono l’IVA sugli acquisti;
  • non liquidano l’imposta e non la versano;

oltre a non essere obbligati a presentare la dichiarazione IVA.

Inoltre, si ritiene utile rammentare che:

  • non devono costituire oggetto di comunicazione le fatture elettroniche, sia emesse, sia ricevute, che sono transitate tramite il Sistema di Interscambio;
  • nell’ipotesi in cui non tutte le fatture emesse e ricevute transitino tramite il Sistema di Interscambio, il contribuente ha la possibilità di limitare l’adempimento all’invio dei dati delle altre fatture, anche se si ritiene sussistente eseguire l’invio, comunque, dei dati relativi a tutte le fatture, comprese quelle elettroniche;
  • non devono essere comunicati i dati contenuti in documenti diversi dalle fatture (come, a titolo meramente indicativo, i dati delle “schede carburante”).

Sussistono, invece, palesi incertezze per la comunicazione dei dati delle fatture nel settore sanitario per l’assenza di precisazioni ufficiali.

E, quindi, con molta probabilità, non tutti i soggetti tenuti a trasmettere le informazioni al “Sistema tessera sanitaria” si possono considerare non tenuti all’invio dello spesometro periodico.

Per espressa disposizione dell’art. 6, comma 4, della L. 27 luglio 2000, n. 212 (statuto del contribuente), secondo cui “Al contribuente non possono, in ogni caso, essere richiesti documenti ed informazioni già in possesso dell’Amministrazione finanziaria o di altre amministrazioni pubbliche indicate dal contribuente”, si dovrebbero ritenere:

  • esclusi dall’obbligo dello “spesometro periodico” i dati inerenti alle spese mediche e veterinarie che costituiscono oggetto di trasmissione al “Sistema tessera sanitaria” da parte dei soggetti di cui agli artt. 1 e 2 del DM 1° settembre 2016, individuabili:

    • negli esercenti l’arte sanitaria ausiliaria di ottico che hanno effettuato la comunicazione al Ministero della salute (di cui agli artt. 11, commi 7 e 13, del D.Lgs. 24 febbraio 1997, n 46);
    • negli gli iscritti agli albi professionali degli psicologi (di cui alla L. 18 febbraio 1989, n. 56);
    • negli iscritti agli albi professionali degli infermieri (di cui al D.M. 14 settembre 1994, n. 739);
    • negli iscritti agli albi professionali dei tecnici sanitari di radiologia medica (di cui al D.M. 14 settembre 1994, n. 746);
    • negli iscritti agli albi professionali dei veterinari;
    • negli iscritti agli albi professionali delle ostetriche e degli ostetrici (di cui al D.M. 14 settembre 1994, n. 740);
    • nelle parafarmacie o, meglio, negli gli esercizi commerciali di cui all’art. 4, comma 1, lett. d), e) e f) del D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 114, che svolgono l’attività di distribuzione al pubblico di farmaci;
  • esonerati dall’obbligo dello “spesometro periodico” dei dati delle spese mediche al “Sistema tessera sanitaria” a norma dell’art. 3, comma 3, del D.Lgs. n. 175/2014, identificabili senza pretesa di completezza:

    • negli Irccs-istituti di ricovero e cura a carattere scientifico;
    • negli iscritti all’albo degli odontoiatri;
    • negli iscritti all’albo dei medici chirurghi;
    • nei policlinici universitari;
    • nei presìdi di specialistica ambulatoriale;
    • nelle Asl-aziende sanitarie locali;
    • nelle aziende ospedaliere;
    • nelle farmacie private;
    • nelle farmacie pubbliche;
    • nelle strutture per l’erogazione delle prestazioni di assistenza protesica;
    • nelle strutture per l’erogazione delle prestazioni di assistenza integrativa;
    nonché negli altri presìdi e le strutture accreditati per l’erogazione dei servizi sanitari.
    Per questi ultimi, infatti, con il predetto comunicato stampa del 12 settembre 2017, l’Agenzia delle entrate ha puntualizzato che nella comunicazione dei dati delle fatture in scadenza il prossimo 28 settembre è possibile non procedere a inserire i dati delle fatture che sono oggetto di trasmissione al Sistema Tessera Sanitaria (art. 3, comma 3, del D.Lgs. n. 175/2014) e che, comunque, accoglierà ed eviterà duplicazione delle informazioni anche se le comunicazioni dovessero ricomprendere i dati trasmessi al Sistema Tessera Sanitaria.

4. Spesometro e operazioni straordinarie o altre trasformazioni sostanziali soggettive

Nei casi di operazioni straordinarie o altre trasformazioni sostanziali soggettive, quali:

  • fusioni;
  • scissioni;
  • cessioni d’azienda;
  • conferimenti;

e similari altre operazioni, a seguito delle quali il soggetto dante causa si è estinto, il soggetto avente causa individuabile, a titolo meramente indicativo:

  • nella società incorporante;
  • nella società beneficiaria;
  • nel soggetto conferitario;

deve necessariamente procedere a trasmettere distinte comunicazioni relative:

  • ai dati delle sue fatture;
  • ai dati delle fatture del soggetto dante causa estinto, relativi al periodo nel quale ha avuto efficacia l’operazione straordinaria;
  • ai dati delle fatture relative al periodo precedente l’operazione straordinaria, nel caso in cui il soggetto dante causa non vi abbia autonomamente provveduto, in quanto i termini per l’invio non erano ancora decorsi.

5. Specificazioni procedurali inerenti alla “natura” dell’operazione

Il dato “Natura” dell’operazione deve essere inserito nel tracciato solamente nelle ipotesi in cui il soggetto cedente i beni o il prestatore dei servizi non ha indicato l’imposta in fattura, ma ha specificato, in luogo della stessa, una specifica annotazione.

Per tali operazioni non deve essere valorizzato il campo “Imposta” mentre il campo “Natura”, che corrisponde all’annotazione, deve necessariamente risultare valorizzato inserendo la corretta codifica relativa alle diverse tipologie di operazioni.

Ai fini operativi:

a) per le “fatture emesse”, le ipotesi possono essere le seguenti:

  • operazioni escluse: si tratta di fatture relative alle operazioni escluse ai sensi dell’art. 15 del decreto IVA. In tali casi occorre compilare il campo “Natura” con la sigla “N1 - escluse ex art. 15”;
  • operazioni non soggette: si tratta di fatture relative alle operazioni non soggette ad IVA (solitamente per mancanza di uno o più requisiti dell’imposta, come, a titolo meramente indicativo, una prestazione di servizi extra-UE - oppure per espressa disposizione di legge). In tali casi occorre compilare il campo “Natura” con la sigla “N2 - non soggette”;
  • operazioni non imponibili: si tratta di fatture relative alle operazioni non imponibili (es: una esportazione o una cessione di beni intra-UE). In tali casi occorre compilare il campo “Natura” con la sigla “N3 non imponibile”;
  • operazioni esenti: si tratta di fatture relative alle operazioni esenti (es.: una prestazione sanitaria). In tali casi occorre compilare il campo “Natura” con la sigla “N4 - esente”;
  • operazioni soggette a regime del margine/IVA non esposta in fattura: si tratta di fatture relative alle operazioni per le quali si applica il regime speciale dei beni usati (art. 36 e seguenti del D.L. 23 febbraio 1995, n. 41), come, a titolo esemplificativo, una cessione di un’autovettura usata, o quello dell’editoria. In tali casi occorre compilare il campo “Natura” con la sigla “N5 - regime del margine/ IVA non esposta in fattura”.

In particolare, il campo “Natura” deve essere compilato con il codice “N5” anche per le fatture emesse senza separata indicazione dell’imposta (art. 74-ter del decreto IVA) dalle agenzie di viaggio e turismo. Su tali documenti, infatti, deve essere riportata l’annotazione “regime del margine-agenzie di viaggio” (art. 21, comma 6, lett. e) del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633).

Si precisa, inoltre, che, poiché in tali tipologie di fatture il cedente/prestatore non indica separatamente l’imposta (IVA), il campo del tracciato denominato “ImponibileImporto” deve riportare il valore dell’imponibile comprensivo di tale tributo;

  • operazioni soggette a inversione contabile/reverse charge: si tratta di fatture relative alle operazioni per le quali si applica l’inversione contabile/reverse charge (es.: una cessione di rottami). In tali casi occorre compilare il campo “Natura” con la sigla “N6 – inversione contabile (reverse charge)”;
  • operazioni soggette a modalità speciali di determinazione/assolvimento dell’IVA: si tratta, in generale, di fatture relative:

    • alle operazioni di vendite a distanza;
    • alle prestazioni di servizi di telecomunicazioni, di tele-radiodiffusione ed elettronici.

In tali casi occorre compilare il campo “Natura” con la sigla “N7 – IVA assolta in altro stato UE”.

Più nel dettaglio, il campo “Natura” deve essere compilato con la sigla “N7” (e, quindi, il campo “Imposta” deve essere valorizzato con “0.00”) nei seguenti casi:

  • vendite a distanza (disciplinate dall’art. 41, comma 1, lett. b), del D.L. 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla L. 29 ottobre 1993, n. 427), nel caso in cui l’ammontare delle cessioni effettuate in altro Stato comunitario abbia superato nell’anno precedente o superi in quello in corso € 100.000,00 o la diversa soglia stabilita dallo stesso Stato;
  • prestazione di servizi di telecomunicazioni, tele-radiodiffusione ed elettronici (disciplinate dall’art. 7-sexies, lett. f) e g), e dall’art. 74-sexies del decreto IVA), nel caso in cui il contribuente residente in Italia abbia aderito al Moss (regime del Mini One Stop Shop) – in Italia come negli altri Stati comunitari – e, pur essendo esonerato, emetta la fattura riportando l’aliquota e l’imposta dello Stato comunitario nel quale si trova il consumatore finale. Pertanto, solo in questo caso, il contribuente deve compilare con il valore “0” il campo “Aliquota” e quello “Imposta” e riportare nel campo “Natura” il valore “N7”.

Si tratta, in entrambi i casi, di fattispecie nelle quali l’assolvimento dell’IVA avviene in un altro Stato UE;

b) per le fatture passive o ricevute, il campo “Natura” può essere valorizzato con le medesime codifiche indicate per le fatture emesse con l’unica differenza che, nel caso in cui la fattura ricevuta riporti l’annotazione “inversione contabile (reverse charge)”, oltre a riportare nel campo “Natura” la codifica “N6” devono necessariamente risulta valorizzati in modo obbligatorio i campi “Imposta” e “Aliquota”.

6. Modalità inerenti all’annotazione del “numero” del documento

Ai sensi dell’art, 21, comma 2, lett. b), del decreto IVA, ogni fattura deve riportare un “numero progressivo che la identifichi in modo univoco”.

Ai fini operativi:

  • per le “fatture emesse”, nella comunicazione deve essere sempre valorizzato il campo “Numero” riportando al suo interno esattamente il valore presente nel documento;
  • per le “Fatture ricevute”, poiché il numero riportato nella fattura ricevuta non deve essere obbligatoriamente annotato nel registro degli acquisti di cui all’art. 25 del decreto IVA, il contribuente che non avesse a disposizione il dato deve – in luogo di esso – valorizzare il campo del tracciato con il valore “0”.

7. Dati da rilevare nei campi “detraibile” e “deducibile”

Uno dei dati che può essere fornito è quello relativo:

  • alla percentuale di detraibilità;

o, in alternativa:

  • alla deducibilità:

del costo riportato in fattura.

Tale dato, la cui indicazione è facoltativa, deve necessariamente risultare riferito all’eventuale deducibilità o detraibilità del costo ai fini delle imposte sui redditi in capo all’acquirente o al committente persona fisica che non opera nell’esercizio di impresa, arte o professione.

A titolo di esempio, se la fattura è stata emessa da un’impresa edile nei confronti di un cliente privato in relazione a lavori di ristrutturazione edilizia, il 50% del costo riportato nel documento potrebbe essere portato in detrazione dei redditi del cliente.

In tal caso, l’informazione – se disponibile – potrebbe essere riportata nell’apposito campo della comunicazione, tenendo in considerazione che l’eventuale compilazione di uno dei due campi in esame esclude la compilazione dell’altro.

8. Contenuto dei campi “stabile organizzazione” e “rappresentante fiscale”

I dati relativi:

  • alla stabile organizzazione;

o:

  • al rappresentante fiscale;

devono essere inseriti solamente nelle situazioni in cui questi sono presenti (e, quindi, riportati in fattura), nel qual caso devono risultare obbligatoriamente compilati i seguenti campi:

  • per la stabile organizzazione:

    • indirizzo;
    • codice di avviamento postale;
    • Comune;
    • Nazione;

oppure:

  • per il rappresentante fiscale:

    • IdPaese;
    • IdCodice;

mentre la compilazione dei restanti altri campi si deve ritenere facoltativa, come meglio indicato successivamente in sede di analisi dei dati da inserire per l’adempimento in argomento.

9. Compilazione dei dati relativi alle importazioni (bollette doganali)

Se nella bolletta doganale non solo presenti i dati del soggetto cedente, si devono indicare i dati dell’Ufficio doganale presso il quale è stata emessa la bolletta.

Ai fini procedurali, si pone in rilievo che:

  • i campi “Identificativo Paese” e “Identificativo Codice” del cedente i beni si devono ritenere obbligatori e, di conseguenza, non è possibile renderli facoltativi;
  • nell’ipotesi in cui nel campo “Identificativo Paese” risulta indicato uno Stato extra-Ue, il contenuto del campo “Identificativo Codice” non viene controllato;
  • i dati inerenti al cedente del bene extra-Ue, compreso lo Stato di riferimento sono “valori da registrare” nel registro IVA degli acquisti ai sensi dell’art. 25, comma 2, del decreto IVA e, quindi, devono costituire oggetto di comunicazione.

Tuttavia, in considerazione della prassi di rilevare per le bolle doganali “solamente” l’Ufficio doganale, nei citati campi “Identificativo Paese” e “Identificativo Codice”, “solo con riferimento alle comunicazioni del periodo d’imposta 2017” è stato consentito rilevare:

  • il campo “IdPaese” con “OO”;
  • il campo “IdCodice” con una sequenza di undici “9”.

Da quanto accennato, si deduce che tecnicamente l’eventuale registrazione delle bolle doganali effettuata come “fornitore generico” non può essere ritenuta corretta, in quanto il comma 2 dell’art. 25 del decreto IVA stabilisce che dalla registrazione della bolletta doganale si devono evincere i dati del cedente.

Ne deriva, quindi, che per le annotazione successive al periodo d’imposta 2017 si dovranno seguire le regole di registrazione dettate dal citato art. 25.

Inoltre, si ritiene anche opportuno segnalare, al riguardo, che nella Riss. dell’Agenzia delle entrate 5 luglio 2017, n. 87/E, è stata espressamente prevista la facoltà – per il solo per l’anno 2017 – di indicare dei codici generici al fine di semplicare l’invio dello spesometro 2017.

10. Documento riepilogativo delle fatture di acquisto/vendita – Indicazione dei dati analitici delle singole fatture

L’art. 1, comma 3, del D.Lgs. 5 agosto 2015, n. 127 e le regole tecniche definite con il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate del 28 ottobre 2016 stabiliscono che le informazioni da trasmettere riguardano le singole fatture emesse e ricevute.

Tale regola riguarda anche le fatture attive e/o passive di importo inferiore a € 300,00 per le quali è data facoltà di registrazione attraverso un documento riepilogativo (di cui all’art. 6, commi 1 e 6, del D.P.R. 9 dicembre 1996, n. 695).

Ne deriva, di conseguenza, che anche per tali tipologie di fatture, indipendentemente dalla modalità di registrazione, è obbligatorio comunicare i dati inerenti a ogni singola fattura.

11. Dati relativi alle operazioni soggette a inversione contabile (intra-comunitarie e interne)

In caso di acquisto intra-comunitario, la fattura ricevuta, ai sensi degli artt. 38 e ss. del D.L. 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla L. 29 ottobre 1993, n. 427, deve necessariamente risultare:

  • integrata con l’IVA;
  • registrata sia tra le fatture emesse, sia tra quelle di acquisto.

Analogamente avviene nel caso di prestazione di servizi rese da soggetti passivi comunitari a soggetti passivi italiani.

Ai fini della trasmissione della comunicazione, i dati di tali fatture devono essere riportati una sola volta nella specifica sezione dei documenti ricevuti.

  • valorizzando l’elemento “Natura” con il codice “N6” (inversione contabile/reverse charge);
  • compilando i campi “imposta” e “aliquota”.

Le medesime modalità procedurali valgono per le fatture relative ad operazioni interne soggette all’inversione contabile (reverse charge).

I dati relativi a tali fatture, infatti, devono necessariamente essere:

  • integrate con l’IVA;

e, quindi:

  • registrate sia tra le fatture emesse, sia tra quelle di acquisto;

tenendo presente che, i fini dello “spesometro”, i dati devono essere riportati una sola volta nella specifica sezione dei documenti ricevuti.

12. Dati relativi ad operazioni extra-comunitarie

In presenza di:

  • una cessione di beni a soggetto extra-UE, poiché si tratta di un’esportazione e, quindi, l’operazione ai fini dell’imposta sul valore aggiunto è “non imponibile”, in sede di compilazione dello “spesometro” deve necessariamente essere valorizzato il campo “Natura” con la codifica “N3”;
  • una prestazione di servizi, non soggetta a IVA per mancanza del requisito di territorialità, di cui all’art. 7-ter del decreto IVA, come a titolo meramente indicativo, un servizio prestato a un soggetto canadese, in sede di compilazione dello “spesometro” deve necessariamente essere valorizzato il campo “Natura” con la codifica “N2”.

13. Regime forfettario ex lege n. 398/1991

Il regime forfettario, previsto dalla L. 16 dicembre 1991, n. 398, se l’entità dei ricavi del periodo d’imposta precedente non è risultato di entità superiore a € 400.000.00. può essere validamente applicato, a seguito di specifica opzione:

  • dalle Asd-associazioni sportive dilettantistiche;
  • dalle associazioni senza fini di lucro;
  • dalle società sportive dilettantistiche di capitali;
  • dalle pro loco;

nonché:

  • dai cori amatoriali;
  • dalle associazioni bandistiche;
  • dalle associazioni di musica e danza popolare;
  • dalle associazioni filodrammatiche;

legalmente riconosciute senza fine di lucro.

Ai fini della comunicazione dei dati delle fatture, per le attività rientranti nel regime agevolato (sia istituzionali, sia commerciali), tali soggetti:

  • devono trasmettere solamente i dati delle fatture emesse;

e, quindi:

  • non devono comunicare le informazioni delle fatture ricevute perché, per queste ultime, sono esonerati dall’obbligo della registrazione.

In ogni caso, è opportuno tenere in considerazione che il regime in argomento cessa di esplicare gli effetti predetti nel caso in cui risulta superato il limite di ricavi di € 400.000,00, nel qual caso le diverse agevolazioni, tra cui l’esclusione dell’annotazione delle fatture passive di acquisto e l’esonero dall’inerente trasmissione delle informazioni e dei dati (spesometro periodico), si devono ritenere venute meno a decorrere dal mese successivo a quello in cui si è concretizzata tale situazione.

14. Analisi del contenuto dello spesometro e regole di compilazione

14.1. Generalità

Le informazioni che costituiscono oggetto:

  • della documentazione da trasmettere;
  • delle modalità per la comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute;

sono state analiticamente precisate nel Provv. direttore dell’Agenzia delle entrate 27 marzo 2017, n. 58793.

Specificamente, i dati radice dell’impostazione complessiva dello “spesometro” sono i seguenti:

SegmentoSezione operativaQualificazione elemento
1Dati e informazioni della testataDatiFatturaHeader
2Dati inerenti alle fatture emesseDTE
3Dati relativi alle fatture ricevuteDTR
4Dati di annullamentoANN

che il file XML risulta composto da una sequenza di elementi complessi come si può rilevare dallo schema che segue.

14.2. Informazioni inerenti alla testata dell’adempimento

Ai fini della coerente redazione del documento per la trasmissione all’Agenzia delle entrate, si ritiene opportuno puntualizzare che, per quanto attiene ai dati e alle informazioni della testata del segmento dello spesometro (qualificato come "DatiFatturaHeader"), è stata prevista l’annotazione:

  • del numero progressivo di invio (ProgressivoInvio), cioè il riferimento che il soggetto trasmittente può attribuire al file per una propria finalità di identificazione univoca, tenendo presene, in ogni caso, che detto elemento non deve essere obbligatoriamente valorizzato;
  • dei dati del soggetto dichiarante (DatiDichiarante), la cui valorizzazione deve risultare presente solamente se il soggetto obbligato alla comunicazione dei dati relativi alla “fattura” non coincide con il contribuente IVA al quale i dati fanno riferimento, nel qual caso è necessario annotare:

    • il codice fiscale del soggetto che comunica i dati della “fattura”;
    • il codice carica riferito al soggetto obbligato alla comunicazione dei dati della “fattura” in relazione alla carica rivestita, desumibile dalla seguente tabella:
Soggetto che riveste la carica diCodice di carica
Amministratore di condominio 13
Amministratore di eredità devoluta sotto condizione sospensiva o in favore di nascituro non ancora concepito 2
Amministratore di sostegno2
Amministratore giudiziario in qualità di rappresentante dei beni sequestrati 5
Commissario giudiziale (Amministrazione controllata) 5
Commissario liquidatore (liquidazione coatta amministrativa o Amministrazione straordinaria)4
Commissario liquidatore di una pubblica Amministrazione 15
Curatore dell’eredità giacente 2
Curatore fallimentare 3
Custode giudiziario (custodia giudiziaria) 5
Erede 7
Liquidatore (liquidazione volontaria di ditta individuale – periodo ante messa in liquidazione) 12
Liquidatore (liquidazione volontaria) 8
Rappresentante di minore, inabilitato o interdetto 2
Rappresentante fiscale di soggetto non residente 6
Rappresentante fiscale di soggetto non residente con le limitazioni di cui all’art. 44, comma 3, del D.L. n. 331/199310
Rappresentante legale, negoziale o di fatto 1
Socio amministratore1
Soggetto che sottoscrive la dichiarazione per conto di una pubblica Amministrazione14
Soggetto esercente l’attività tutoria del minore o interdetto in relazione alla funzione istituzionale rivestita11
Soggetto tenuto a presentare la dichiarazione ai fini IVA per conto del soggetto estinto a seguito di operazioni straordinarie o altre trasformazioni sostanziali soggettive (cessionario d’azienda, società beneficiaria, incorporante, conferitaria, ecc.) o, ai fini delle imposte sui redditi e/o dell’IRAP, rappresentante della società beneficiaria (scissione) o della società risultante dalla fusione o incorporazione9

  • dell’identificativo di sistema (IdSistema), che riguarda l’elemento riservato al sistema nelle situazioni di invio del documento per il tramite dell’applicazione web. Pertanto, il medesimo non deve risultare valorizzato da parte dell’utente.

15. Dati inerenti alle fatture emesse - DTE

15.1. Generalità

Il blocco dei dati da trasmettere inerenti alle fatture emesse (DTE), in relazione alle specifiche tecniche previste dal provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate del 27 marzo 2017, che riguarda:

  • il soggetto emittente, identificabile nel cedente i beni o nel prestatore dei servizi;
  • il soggetto destinatario, individuabile nel cessionario dei beni o nel committente dei servizi;
  • l’eventuale rettifica a seguito di note di variazione emesse;

tenendo in considerazione che:

  • le informazioni da valorizzare devono necessariamente riguardare tutte le “fatture emesse” del periodo di competenza dell’adempimento indipendentemente dall’avvenuta loro registrazione, comprese le note di rettifica la cui emissione è avvenuta ai sensi dell’art 26 del decreto IVA;
  • in presenza sia di acquisti intracomunitari, sia delle prestazioni di servizi rese da soggetti passivi comunitari a soggetti IVA italiani, la fattura ricevuta deve necessariamente essere integrata con l’ammontare dell’IVA di riferimento e annotata sia nel registro delle fatture emesse, sia in quello degli acquisti, i cui dati devono risultare riportati una sola volta nella specifica sezione dei documenti ricevuti;
  • non devono, invece, essere inseriti i dati delle "autofatture", emesse dal cessionario o dal committente nelle ipotesi in cui non siano pervenute ricevute o, pur avendole ricevute, abbia rilevato in esse delle irregolarità (tali informazioni devono essere annotate tra le fatture ricevute);

e, ovviamente, l’inserimento di un documento nel blocco in esame esclude che lo stesso venga compreso in quelli inerenti alle fatture ricevute e all’annullamento.

Si ritiene che faccianno eccezione, rispetto a quanto sopra riportato, gli autotrasportatori che si avvalgono della facoltà di differire l’annotazione delle fatture emesse al trimestre successivo.

Ne deriva, di conseguenza, che detti soggetti procederanno a comunicare le informazioni e i dati delle fatture emesse nel trimestre in cui le medesime risultano annotate nel registro IVA.

Il sistema di ricezione evidenzierà l’incompatibilità della data di emissione con il periodo di riferimento, ma la stessa non esplicherà alcuna rilevanza.

La memorizzazione delle informazioni del documento da approntare deve rispettare determinate regole procedurali, tenendo in considerazione che:

  • nella “testata” così schematizzabile:

devono essere presenti i dati di rifermento operativo.

15.2 Dati inerenti al soggetto cedente o prestatore

Nella parte per la rilevazione delle informazioni inerenti al soggetto cedente o prestatore, così schematizzabile:

si devono rilevare i cosiddetti “IdentificativiFiscali”, che devono essere valorizzati:

  • obbligatoriamente per la parte relativa all’IdFiscaleIVA;
  • opzionalmente per quanto attiene al CodiceFiscale.

A sua volta, il seguente macroblocco “IdentificativiFiscali”:

è destinato all’identificazione del soggetto cedente per il quale si rende obbligatoria l’identificazione:

  • dello Stato di residenza del soggetto, da specificare con la sigla della nazione espressa secondo lo standard ISO 3166-1 alpha-2 code e, quindi, può essere soltanto il valore “IT”;
  • del numero di partita IVA, tenendo in considerazione che per i soggetti non residenti è quella con la quale sono fiscalmente identificati in Italia);

mentre il codice fiscale del cedente i beni o del prestatore dei servizi deve essere considerato come “facoltativo”.

In altri termini, gli elementi obbligatori, consentono l’inserimento:

  • della partita IVA per i soggetti residenti in Italia o per quelli operanti in Italia attraverso una stabile organizzazione;

oppure:

  • della partita IVA con la quale sono fiscalmente identificati in Italia i soggetti residenti all’estero.

Al riguardo, si segnala che:

  • se la partita IVA del soggetto individuato evidenzia che lo stesso risulta:

    • aver cessato l’attività:
    • essere fallito;
    nella ricevuta che sarà rilasciata per la conferma dell’invio del file verrà evidenziata un’opportuna segnalazione;
  • è stato inserito un codice fiscale non valido, anche se elemento facoltativo, comporterà il rifiuto del file.

Il macroblocco “Altri dati identificativi” che utilizza la seguente struttura:

consente di rilevare gli altri dati identificativi del soggetto cedente il bene o del prestatore dei servizi, tenendo in considerazione che si devono ritenere:

  • obbligatori:

    • la denominazione;
    oppure:

    • il nome e il cognome;
  • non obbligatori (e, quindi, opzionali) i dati relativi alla sede;

mentre le informazioni riferite:

  • alla stabile organizzazione;
  • al rappresentante fiscale;

devono necessariamente risultare valorizzati solamente se presenti nell’adempimento.

In pratica, ai fini operativi i dati complessivi da considerare nell’individuazione del cedente i beni o del prestatore dei servizi sono:

  • per i soggetti diversi dalle persone fisiche:

    • la ditta;
    • la denominazione sociale;
    o:

    • la ragione sociale;
  • per i contribuenti persone fisiche:

    • il nome;
    • il cognome;
    del cedente i beni o del prestatore dei servizi;
  • e, in via opzionale:

  • per entrambi i soggetti, la sede e cioè:

    • la sede legale, per le società;
    • il domicilio fiscale, per le ditte individuali e i lavoratori autonomi;
    che se valorizzata, la rilevazione delle informazioni:

prevede la memorizzazione:

  • obbligatoria:

    • dell’indirizzo;
    • del Cap-codice di avviamento postale;
    • del Comune;
    • della Nazione, da specificare secondo lo standard ISO 3166-1 alpha-2 code (per l’Italia indicare IT);
  • facoltativa:

    • del numero civico inerente all’indirizzo specificato in maniera obbligatoria nell’elemento precedente;
    • la sigla della provincia di appartenenza del Comune, se la sede è ubicata in Italia.

Nel caso in cui le operazioni risultano poste in essere dal cedente i beni o dal prestatore dei servizi per il tramite:

  • di una stabile organizzazione:

o:

  • di un rappresentante fiscale;

sussiste la necessità di inserimento delle previste informazioni solamente se i dati di riferimento sono presenti in fattura.

Le informazioni da valorizzare:

  • per la stabile organizzazione di un soggetto non residente che ha effettuato l’operazione oggetto del documento tramite l’organizzazione residente sul territorio nazionale sono:

    • obbligatoriamente:

      • l’indirizzo;
      • il Cap-codice di avviamento postale;
      • il Comune;
      • il codice identificativo della Nazione;
    • facoltativamente:

      • il numero civico inerente all’indirizzo specificato in maniera obbligatoria nell’elemento precedente;
      • la sigla della provincia di appartenenza del Comune;

oppure:

  • per il rappresentante fiscale di un soggetto non residente che si è avvalso per l’operazione oggetto del documento è necessario seguire l’impostazione della seguente struttura:

per la quale è necessario memorizzare:

  • il numero di identificazione fiscale ai fini IVA dove:

    • i primi due caratteri rappresentano il Paese (e, quindi, possono essere solamente "IT");
    • i restanti il numero di partita IVA;
    tenendo presente che se il dato della partita IVA del soggetto individuato fa riferimento a un soggetto che:

    • ha cessato l’attività;
    • è stato dichiarato fallito;
    nella ricevuta che sarà rilasciata per la conferma dell’invio del file verrà evidenziata un’opportuna segnalazione;
    nonché, in modo alternativo:
  • per i soggetti diversi dalle persone fisiche:

    • la ditta;
    • la denominazione sociale;
    o:

    • la ragione sociale;
  • per i contribuenti persone fisiche:

    • il nome;
    • il cognome.

15.3 Dati inerenti al soggetto cessionario dei beni o committente dei servizi

Per quanto attiene al segmento <CessionarioCommittenteDTE> per la memorizzazione dei dati inerenti al soggetto cliente o, meglio:

  • al cessionario dei beni;

o:

  • al committente delle prestazioni di servizi;

che può essere ripetuto, fino a un massimo di mille occorrenze, al fine di consentire la trasmissione dei dati delle fatture emesse nei confronti di diversi soggetti, si compone di tre specifici blocchi riguardanti:

  • gli identificativi fiscali;
  • gli altri dati identificativi;
  • le informazioni di riferimento delle fatture;

come evidenziato dal seguente schema:

Per quanto concerne:

1) agli identificativi fiscali, è necessario distinguere il caso di dati riferiti:

  • a fatture ordinarie, la cui valorizzazione è sempre obbligatoria;
  • a fatture semplificate, per le quali l’inserimento si deve ritenere obbligatorio solamente nel se risulta valorizzato il blocco inerente agli “altri identificativi”;

tenendo in considerazione che in sede di riscontro procedurale, se nel “tipo di documento” risulta presente il riferimento:

  • a "fattura semplificata" oppure a "nota di credito semplificata", viene verificano che risulti valorizzato il blocco relativo:

    • agli identificativi fiscali;
    o:

    • agli "altri identificativi";
  • diverso da "fattura semplificata" oppure da "nota di credito semplificata", viene verificano che risulti valorizzato il blocco inerente agli identificativi fiscali;

il mancato superamento del controllo determina il rifiuto del file.

La procedura di memorizzazione, che può essere così schematizzata:

consente la rilevazione delle informazioni necessarie del soggetto ai fini IVA che specificamente riguardano:

  • l’identificativo IVA, costituito:

    • dalla partita IVA per i soggetti sia residenti in Italia, sia operanti in Italia attraverso una stabile organizzazione;
    oppure:

    • dal riferimento di individuazione fiscale assegnato dall’autorità del proprio Paese per i soggetti non residenti;
    che risulta formato:

    • dall’identificativo del Paese assegnante il riferimento di individuazione fiscale al soggetto cessionario dei beni o al committente delle prestazioni di servizi. In concreto, si tratta del numero di identificazione fiscale ai fini IVA, di cui, i primi due caratteri, consentono di individuare il Paese (es.: IT per Italia e DE, per Germania);
    • il codice identificativo IVA in senso stretto (per l’Italia, il numero di partita IVA);
  • il codice fiscale del cessionario dei beni o del committente delle prestazioni di servizi, che costituisce un’informazione facoltativa se risulta valorizzato “l’identificativo IVA”;
    tenendo presente che:

    • identificativo IVA si deve ritenere facoltativo se risulta rilevato il codice fiscale;
    • è obbligatoria, in ogni caso, la compilazione di uno dei due predetti valori ("identificativo IVA’’ e "codice fiscale", in quanto, la mancanza, determina il rifiuto del file);
    • se la partita IVA del soggetto individuato evidenzia che lo stesso risulta aver cessato l’attività o essere stato dichiarato fallito, nella ricevuta che sarà rilasciata per la conferma dell’invio del file verrà evidenziata un’opportuna segnalazione;
    • se è stato inserito un codice fiscale non valido, anche se elemento facoltativo, comporterà il rifiuto del file;

2) agli altri dati identificativi, occorre distinguere tra:

  • a fatture ordinarie, nel qual caso la valorizzazione si deve ritenere obbligatoria;
  • a fatture semplificate, la valorizzazione si rende necessaria solamente se non risulta valorizzato il blocco degli “identificativi fiscali”.

Il macroblocco “Altri dati identificativi” che utilizza la seguente struttura:

consente di rilevare gli altri dati identificativi del soggetto cessionario dei beni o del committente dei servizi, tenendo in considerazione che si devono ritenere:

  • obbligatori:

    • la denominazione;
    oppure:

    • il nome e il cognome;
    • i dati relativi alla sede;

mentre le informazioni riferite:

  • alla stabile organizzazione;
  • al rappresentante fiscale;

devono necessariamente risultare valorizzati solamente se presenti nell’adempimento.

In pratica, ai fini operativi i dati complessivi da considerare nell’individuazione del cessionario dei beni o del committente dei servizi sono:

  • per i soggetti diversi dalle persone fisiche:

    • la ditta;
    • la denominazione sociale;
    o:

    • la ragione sociale;
  • per i contribuenti persone fisiche:

    • il nome;
    • il cognome;
    del cessionario dei beni o del committente dei servizi;
  • per entrambi i soggetti, la sede e cioè:

    • la sede legale, per le società;
    • il domicilio fiscale, per le ditte individuali e i lavoratori autonomi;
    la cui rilevazione delle informazioni:

prevede la memorizzazione:

  • obbligatoria:

    • dell’indirizzo;
    • del Comune;
    • della Nazione, da specificare secondo lo standard ISO 3166-1 alpha-2 code (per l’Italia indicare IT);
  • facoltativa:

    • del numero civico inerente all’indirizzo specificato in maniera obbligatoria nell’elemento precedente;
    • del Cap-codice di avviamento postale;
    • la sigla della provincia di appartenenza del Comune, se la sede è ubicata in Italia.

Nel caso in cui le operazioni risultano poste in essere dal cessionario dei beni o dal committente dei servizi per il tramite:

  • di una stabile organizzazione:

o:

  • di un rappresentante fiscale;

sussiste la necessità di inserimento delle previste informazioni solamente se i dati di riferimento sono presenti in fattura.

Le informazioni da valorizzare:

  • per la stabile organizzazione di un soggetto non residente che ha effettuato l’operazione oggetto del documento tramite l’organizzazione residente sul territorio nazionale sono:

    • l’indirizzo della stabile organizzazione;
    • il numero civico relativo all’indirizzo specificato;
    • il codice di avviamento postale relativo all’indirizzo;
    • il Comune cui si riferisce la sede;
    • la sigla della provincia di appartenenza del Comune (da valorizzare solamente nelle situazioni in cui la sede risulta ubicata in Italia);
    • il codice della nazione da specificare secondo lo standard ISO 3166-1 alpha-2 code;

oppure:

  • per il rappresentante fiscale di un soggetto non residente che si è avvalso per l’operazione oggetto del documento è necessario seguire l’impostazione della seguente struttura:

per la quale è necessario memorizzare:

  • il numero di identificazione fiscale ai fini IVA dove:

    • i primi due caratteri rappresentano il Paese (e, quindi, possono essere solamente "IT");
    • i restanti il numero di partita IVA;
    tenendo presente che se il dato della partita IVA del soggetto individuato fa riferimento a un soggetto che:

    • ha cessato l’attività;
    • è stato dichiarato fallito;
    nella ricevuta che sarà rilasciata per la conferma dell’invio del file verrà evidenziata un’opportuna segnalazione; nonché, in modo alternativo:
  • per i soggetti diversi dalle persone fisiche:

    • la ditta;
    • la denominazione sociale;
    o:

    • la ragione sociale;
  • per i contribuenti persone fisiche:

    • il nome;
    • il cognome.

15.4 Dati relativi agli elementi operativi del documento emesso

Il segmento inerente alle informazioni degli elementi operativi del documento emesso, che può essere replicato fino a un massimo di mille occorrenze, nell’ipotesi in cui si procede a trasmettere dati di più fatture riferite allo stesso nominativo.

Ai fini operativi, il blocco in argomento con il quale vengono, in modo obbligatorio, identificati i dati riferiti all’intera fattura, può essere così schematizzato:

suddivisi in “dati generali” e “dati di riepilogo”.

A sua volta, nell’ambito dello schema procedurale:

1) dei dati generali, che costituisce il blocco obbligatorio che identifica il documento emesso:

prevede l’indicazione:

  • del tipo di documento, con il quale viene specificato tipologia della forma nella quale è stato emesso in relazione ai dati oggetto della trasmissione. i cui valori ammessi sono:
Codice identificativo di riferimentoTipo documento
TD01Fattura
TD04Nota di credito
TD05Nota di debito
TD07Fattura semplificata
TD08Nota di Credito semplificata

tenendo presente che l’eventuale presenza di un valore diverso determina il rifiuto del file;

  • della data del documento al quale fanno riferimento le informazioni (dato che deve essere rilevato in formato “AAAA-MM-GG” – es.: 17 aprile 2017 diventa “2017-04-17”), per il quale il riscontro verifica la compatibilità con il periodo di riferimento dell’operazione, tenendo presente che il non superamento del controllo determina la sola segnalazione nella ricevuta di presa in carico;
  • del numero progressivo attribuito dal soggetto cedente dei beni o dal prestatore dei servizi al documento al quale si riferiscono i dati, tenendo in considerazione che ogni fattura deve necessariamente evidenziare un "numero progressivo che la identifichi in modo univoco". Ne deriva, di conseguenza, che nell’adempimento in argomento lo stesso deve risultare sempre valorizzato con l’esatto dato presente nel documento;

2) dei dati di riepilogo, che rappresenta l’elemento complesso che utilizza la seguente struttura:

tenendo in considerazione che:

  • può ripetersi più volte per ogni fattura fino a un massimo di mille occorrenze;
  • ogni ripetizione deve necessariamente rilevare le informazioni aggregate per ciascun valore di aliquota IVA applicata alle operazioni elencate nel documento e, nel caso di imposta a zero, per ciascun motivo di esclusione, come riportato nell’elemento “natura”;
  • per la stessa aliquota IVA o per la medesima natura, si può ripetere per differenziare i valori riferiti:

    • a spese detraibili o deducibili;
    e/o:

    • a spese non detraibili né deducibili.

In pratica, in un unico documento emesso possono risultare contemporaneamente presenti importi soggetti all’aliquota IVA sia ordinaria, sia agevolata, nonché operazioni non rientranti nell’ambito IVA.

I dati da rilevare in questo segmento, che devono necessariamente risultare tutti arrotondati al secondo decimale, con evidenziazione della virgola di separazione con il carattere “punto” ["."], si riferiscono:

  • all’ammontare imponibile dei beni ceduti e dei servizi resi (ImponibileImporto), tenendo in considerazione che nei casi di documento ordinario (fattura/nota di credito/nota di debito), si rende necessario riportare:

    • la base imponibile sulla quale deve essere applicata l’IVA secondo l’aliquota indicata;
    oppure:

    • l’importo per le operazioni per le quali il cedente o il prestatore non deve dettagliare l’imposta in fattura;
    mentre per le fatture semplificate (per le quali alla voce "tipo di documento" sono stati specificati i codici "TD07" o "TD08"), deve essere rilevato l’importo risultante dalla somma di imponibile ed imposta;
  • ai dati IVA dei beni ceduti e dei servizi resi (DatiIVA), per i quali è necessario dettagliare:

    • l’ammontare dell’imposta, tenendo presente che sussiste la possibilità di indicare in alternativa all’aliquota, solamente se i dati si riferiscono a una fattura semplificata (di cui ai codici "TD07" o "TD08" evidenziati alla voce "tipo di documento");
    • l’aliquota IVA (%) applicata, espressa in percentuale, comprensiva dei decimali. Il dato può essere indicato anche in alternativa all’imposta, ma solamente, come accennato, se i dati si riferiscono a una fattura semplificata (di cui ai codici "TD07" o "TD08" evidenziati alla voce "tipo di documento"), per cui nel caso di operazioni per le quali il cedente o il prestatore non deve indicare l’imposta in fattura, specificare il dato "0.00";
    • la natura, da rilevare con il codice che esprime la natura delle operazioni o il "motivo" specifico per il quale il cedente o il prestatore [fornitore] non deve indicare l’imposta in fattura. Tale dato deve essere inserito nel tracciato solo nel caso in cui il cedente o il prestatore non ha indicato l’imposta in fattura in quanto ha inserito, in luogo della stessa, una specifica annotazione. Per tali operazioni non deve essere valorizzato il campo “Imposta” mentre il campo “Natura”, che corrisponde all’annotazione, deve essere valorizzato inserendo la corretta codifica relativa alle diverse tipologie di operazioni.
      Nel dettaglio:
Indicazioni per le “fatture ricevute”
Tipo esclusioneCodicePrecisazione operativa e individuativa
operazioni escluseN1si tratta di fatture relative alle operazioni escluse ai sensi dell’art. 15 del decreto IVA.
In tali casi occorre compilare il campo “Natura” con la sigla “N1 – escluse ex art. 15”.
operazioni non soggette N2si tratta di fatture relative alle operazioni non soggette a IVA (solitamente per mancanza di uno o più requisiti dell’imposta – ad es.: una prestazione di servizi extra-Ue – oppure per espressa disposizione di legge).
In tali casi occorre compilare il campo “Natura” con la sigla “N2 – non soggette”.
operazioni non imponibiliN3si tratta di fatture relative alle operazioni non imponibili (ad es.: una esportazione ovvero una cessione di beni intra-Ue).
In tali casi occorre compilare il campo “Natura” con la sigla “N3 non imponibile”.
operazioni esentiN4si tratta di fatture relative alle operazioni esenti (ad es.: una prestazione sanitaria).
In tali casi occorre compilare il campo “Natura” con la sigla “N4 esente”.
operazioni soggette a regime del margine/IVA non esposta in fatturaN5si tratta di fatture relative alle operazioni per le quali si applica il regime speciale dei beni usati (art. 36 e ss. del D.L. 23 febbraio 1995, n. 41), come, a esempio, una cessione di un’autovettura usata, o quello dell’editoria.
In tali casi occorre compilare il campo “Natura” con la sigla “N5 regime del margine/IVA non esposta in fattura”.
In particolare, il campo “Natura” deve essere compilato con il codice “N5” anche per le fatture emesse senza separata indicazione dell’imposta (art. 74-ter del decreto IVA) dalle agenzie di viaggio e turismo. Su tali documenti, infatti, deve essere riportata l’annotazione “regime del margine – agenzie di viaggio” (art. 21, comma 6, lett. e) del decreto IVA).
Si precisa, inoltre, che, poiché in tali tipologie di fatture il cedente/prestatore non indica separatamente l’imposta (IVA), il campo del tracciato denominato “ImponibileImporto” deve riportare il valore dell’imponibile comprensivo di IVA.
operazioni soggette a inversione contabile/reverse chargeN6si tratta di fatture relative alle operazioni per le quali si applica l’inversione contabile/reverse charge (ad esempio una cessione di rottami).
In tali casi occorre compilare il campo “Natura” con la sigla “N6 – inversione contabile (reverse charge).
operazioni soggette a modalità speciali di determinazione/assolvimento N7si tratta, in generale, di fatture relative alle operazioni di vendite a distanza e alle prestazioni di servizi di telecomunicazioni, di tele-radiodiffusione ed elettronici. In tali casi occorre compilare il campo “Natura” con la sigla “N7 – IVA assolta in altro stato UE”.
Più nel dettaglio, il campo “Natura” deve essere compilato con la sigla “N7” (e, quindi, il campo “Imposta” deve essere valorizzato con “0.00”) nei seguenti casi:
- vendite a distanza (disciplinate dall’art. 41, comma 1, lett. b) del D.L. n. 331/1993), nel caso in cui l’ammontare delle cessioni effettuate in altro Stato comunitario abbia superato nell’anno precedente o superi in quello in corso 100.000 € ovvero la diversa soglia stabilita dallo stesso Stato;
- prestazione di servizi di telecomunicazioni, tele-radiodiffusione ed elettronici (disciplinate dall’art. 7-sexies, lett. f) e g), e dall’art. 74-sexies del decreto IVA), nel caso in cui il contribuente residente in Italia abbia aderito al Moss (regime del Mini One Stop Shop) – in Italia come negli altri Stati comunitari – e, pur essendo esonerato, emetta la fattura riportando l’aliquota e l’imposta dello Stato comunitario nel quale si trova il consumatore finale. Pertanto, solo in questo caso, il contribuente compila con il valore “0” il campo “Aliquota” e quello “Imposta” e riporta nel campo “Natura” il valore “N7”.
Si tratta, in entrambi i casi, di fattispecie nelle quali l’assolvimento dell’IVA avviene in un altro Stato UE.

Gli ulteriori dati da rilevare si riferiscono alle situazioni classificabili come:

  • detraibile, che contiene il valore percentuale di detraibilità se gli importi si riferiscono a spese detraibili;
  • deducibile, che indica se gli importi si riferiscono a spese deducibili (il valore ammesso è “Si” = spesa deducibile);
  • esigibilità IVA, indicante il codice che esprime il regime di esigibilità dell’IVA (differita o immediata) o la modalità di versamento dell’imposta (scissione dei pagamenti). I valori operativi da considerare, tra l’altro, sono i seguenti:
IIVA ad esigibilità immediata
DIVA ad esigibilità differita
Sscissione dei pagamenti

In sede di riscontro operativo viene eseguita la verifica che:

  • se l’imposta risulta valorizzata a zero ("0.00"), deve necessariamente risultare riportata la medesima specificazione anche nel campo" aliquota";
  • se, invece, risulta riportato un valore diverso da zero, e non è stato valorizzato il campo "natura".

Ne deriva, di conseguenza, che il file viene scartato se:

  • il campo "natura" non risulta presente nelle situazioni di "aliquota" e/o "imposta" evidenzianti il dato a zero;
  • il campo "natura" risulta presente nelle situazioni di "aliquota" e/o "imposta" evidenzianti il dato diverso da zero;
  • mancata coerenza tra "imposta" e "aliquota";
  • risultano presenti gli elementi "imposta" e/o "aliquota" per i "tipo di documento" uguale a TD01, TD04 o TD05.

15.5 Operatività procedurale in sede di eventuale rettifica

Il segmento “Rettifica” deve risultare valorizzato solamente se i dati contenuti all’interno del “blocco delle fatture emesse – DTE” costituiscono una rettifica di dati precedentemente trasmessi, come evidenziato nel seguente schema.

I dati che costituiscono oggetto di rilevazione sono:

  • l’identificativo del file il quale sono stati trasmessi per la prima volta i dati che si vogliono rettificare. Tale dato è individuabile dal dettaglio comunicato dal Sistema all’utente trasmittente con la notifica di esito, tenendo presente, al riguardo, che l’eventuale specificazione di un file originario non valido determina il rifiuto del nuovo invio;
  • la posizione occupata dal documento all’interno del file con il quale è stato originariamente trasmesso. Questo elemento consente di disporre di un’ulteriore informazione ai fini dell’identificazione univoca dei dati oggetto di rettifica.
    Il valore della posizione va da “1” a “n” e segue l’ordine nel quale i diversi documenti (individuati dal tag DatiFatturaBodyDTE) sono stati rappresentati all’interno del file Xml originario.
    Il valore della posizione nel file originario prescinde dal cessionario/committente.
    Ad esempio, ipotizzando che il file originario presenti 3 cessionari/committenti e, per ognuno di essi, tre documenti, le posizioni dei documenti andranno da 1 a 9, secondo l’ordine in cui figurano all’interno del file Xml.

16. Dati inerenti alle fatture ricevute - DTR

16.1 Generalità

Il blocco dei dati da trasmettere inerenti alle fatture ricevute (DTR), in relazione alle specifiche tecniche previste dal provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate del 27 marzo 2017, che riguarda i soggetti individuabili:

  • nel cessionario dei beni o nel committente dei servizi;
  • nel cedente i beni o nel prestatore dei servizi;

nonché l’eventuale rettifica a seguito di note di variazione ricevute, deve necessariamente rispettare il seguente schema.

In concreto, il blocco in argomento, nel rispetto delle indicazioni dell’Agenzia delle entrate, deve risultare valorizzato con riferimento:

  • alle fatture ricevute (comprese quelle che sono state emesse dai contribuenti che applicano i regimi forfetario o di vantaggio);
  • alle bollette doganali ricevute;
  • alle note di variazione ricevute;

sottoposte a registrazione nel periodo di competenza, nonché:

  • alle autofatture, cioè a quelle fatture emesse e registrate dal cessionario dei beni o dal committente delle prestazioni di servizi nei casi in cui:

    • non sono state ricevute dal cedente dei bei o dal prestatore dei servizi;
    o, pur avendole ricevute:

    • ha rilevato in esse delle irregolarità;

tenendo in considerazione che:

  • non devono essere comprese nel dettaglio del documento da inviare le informazioni dei documenti che non costituiscono “fatture”, come, a titolo meramente indicativo, le “schede carburanti”;
  • i contribuenti che svolgono attività d’impresa, arte o professione che si sono avvalsi fino al 2015 del “regime dei minimi” e che lo mantengono fino alla scadenza:

    • non sono tenuti ad annotare le fatture;
    • non addebitano l’IVA a titolo di rivalsa;
    • non detraggono l’IVA sugli acquisti;
    • non liquidano l’imposta e non la versano;
    • non sono obbligati a presentare la dichiarazione IVA;
    per cui, conseguentemente, sono anche esonerati dall’invio dei dati di tutte le fatture;
  • i soggetti in regime forfettario, previsto dalla L. 16 dicembre 1991, n. 398, può essere applicato dalle associazioni sportive dilettantistiche e da quelle assimilate, per le attività istituzionali e commerciali che rientrano nel regime agevolato, sono tenuti a trasmettere i dati delle fatture emesse, mentre si devono ritenere esonerati dall’obbligo di trasmettere i dati delle fatture ricevute in quanto, per queste ultime, sono esonerati dall’obbligo di procedere alla loro annotazione.

16.2 Dati inerenti al soggetto cessionario o committente

Nella parte per la rilevazione delle informazioni inerenti al soggetto cessionario o committente, così schematizzabile:

si devono rilevare i cosiddetti “IdentificativiFiscali”, che devono essere valorizzati:

  • obbligatoriamente per la parte relativa all’IdFiscaleIVA;
  • opzionalmente per quanto attiene al CodiceFiscale.

A sua volta, il seguente macroblocco “IdentificativiFiscali”:

è destinato all’inserimento della partita IVA:

  • per i soggetti residenti in Italia;
  • per i soggetti operanti in Italia attraverso una stabile organizzazione;

oppure:

  • della partita IVA con la quale sono fiscalmente identificati in Italia per i soggetti residenti all’estero;

mentre il codice fiscale del cessionario dei beni o del committenti dei servizi, come accennato, deve essere considerato come “facoltativo”.

In pratica, è necessaria la rilevazione:

  • del riferimento del Paese che ha assegnato l’identificativo fiscale al soggetto cessionario dei beni committente delle prestazioni di servii, il quale de necessariamente assumere in maniera obbligatoria il valore “IT”;
  • del codice identificativo IVA, che per l’Italia deve essere considerato il numero di partita IVA);

tenendo presente che la valorizzazione dell’identificativo IVA si deve considerare “facoltativa” se risulta rilevato il codice fiscale, in quanto, ai fini operativi, si deve ritenere obbligatoria la presenza di uno dei due predetti valori, in quanto, la mancanza di entrambi determina il rifiuto del file.

Al riguardo, si segnala che:

  • se la partita IVA del soggetto individuato evidenzia che lo stesso risulta:

    • aver cessato l’attività;
    • essere fallito;
    nella ricevuta che sarà rilasciata per la conferma dell’invio del file verrà evidenziata un’opportuna segnalazione;
  • è stato inserito un codice fiscale non valido, anche se elemento facoltativo, comporterà il rifiuto del file.

Il macroblocco “Altri dati identificativi” che utilizza la seguente struttura:

consente di rilevare gli altri dati identificativi del soggetto cessionario il bene o del committente dei servizi, tenendo in considerazione che si devono ritenere:

  • obbligatori:

    • la denominazione;
    oppure:

    • il nome e il cognome;
  • non obbligatori (e, quindi, opzionali) i dati relativi alla sede;

mentre le informazioni riferite:

  • alla stabile organizzazione;
  • al rappresentante fiscale;

devono necessariamente risultare valorizzati solamente se presenti nell’adempimento.

In pratica, ai fini operativi i dati complessivi da considerare nell’individuazione del cedente i beni o del prestatore dei servizi sono:

  • per i soggetti diversi dalle persone fisiche:

    • la ditta;
    • la denominazione sociale;
    o:

    • la ragione sociale;
  • per i soggetti persone fisiche:

    • il nome;
    • il cognome;
    del cedente i beni o del prestatore dei servizi;
    e, in via opzionale:
  • per entrambi i soggetti, la sede e cioè:

    • la sede legale, per le società;
    • il domicilio fiscale, per le ditte individuali e i lavoratori autonomi;
    che se valorizzata, la rilevazione delle informazioni:

prevede la memorizzazione:

  • obbligatoria:

    • dell’indirizzo;
    • del Cap-codice di avviamento postale;
    • del Comune;
    • della Nazione, da specificare secondo lo standard ISO 3166-1 alpha-2 code (per l’Italia indicare IT);
  • facoltativa:

    • del numero civico inerente all’indirizzo specificato in maniera obbligatoria nell’elemento precedente;
    • la sigla della provincia di appartenenza del Comune, se la sede è ubicata in Italia.

Nel caso in cui le operazioni risultano poste in essere dal cessionario i beni o dal committente dei servizi per il tramite:

  • di una stabile organizzazione:

o:

  • di un rappresentante fiscale;

sussiste la necessità di inserimento delle previste informazioni solamente se i dati di riferimento sono presenti in fattura.

Le informazioni da valorizzare:

  • per la stabile organizzazione di un soggetto non residente che ha effettuato l’operazione oggetto del documento tramite l’organizzazione residente sul territorio nazionale sono:

    • obbligatoriamente:

      • l’indirizzo;
      • il Cap-codice di avviamento postale;
      • il Comune;
      • il codice identificativo della Nazione;
    • facoltativamente:

      • il numero civico inerente all’indirizzo specificato in maniera obbligatoria nell’elemento precedente;
      • la sigla della provincia di appartenenza del Comune;
      oppure:
  • per il rappresentante fiscale di un soggetto non residente che si è avvalso per l’operazione oggetto del documento è necessario seguire l’impostazione della seguente struttura:

per la quale è necessario memorizzare:

  • il numero di identificazione fiscale ai fini IVA dove:

    • i primi due caratteri rappresentano il Paese (e, quindi, possono essere solamente "IT");
    • i restanti il numero di partita IVA;
    tenendo presente che se il dato della partita IVA del soggetto individuato fa riferimento a un soggetto che:

    • ha cessato l’attività;
    • è stato dichiarato fallito;
    nella ricevuta che sarà rilasciata per la conferma dell’invio del file verrà evidenziata un’opportuna segnalazione; nonché, in modo alternativo:
  • per i soggetti diversi dalle persone fisiche:

    • la ditta;
    • la denominazione sociale;
    o:

    • la ragione sociale;
  • per i contribuenti persone fisiche:

    • il nome;
    • il cognome.

16.3 Dati inerenti al soggetto cedente dei beni o prestatore dei servizi

Per quanto attiene al segmento <CedentePrestatoreDTR> per la memorizzazione dei dati inerenti al soggetto fornitore o, meglio:

  • al cedente dei beni;

o:

  • al prestatore dei servizi;

che può essere ripetuto, fino a un massimo di mille occorrenze, al fine di consentire la trasmissione dei dati dei documenti ricevuti nei confronti di diversi soggetti, si compone di tre specifici blocchi riguardanti:

  • gli identificativi fiscali;
  • gli altri dati identificativi;
  • le informazioni di riferimento delle fatture e dei documenti di addebito;

come evidenziato dal seguente schema:

tenendo in considerazione che l’operatività può essere ripetuta, fino ad un massimo di mille occorrenze, per consentire la trasmissione dei dati delle fatture ricevute da parte di diversi soggetti cedenti i beni e prestatori di servizi.

Per quanto concerne agli identificativi fiscali, la procedura di memorizzazione, che può essere così schematizzata:

consente la rilevazione delle informazioni necessarie del soggetto ai fini IVA che specificamente riguardano:

  • l’identificativo IVA, costituito:

    • dalla partita IVA per i soggetti sia residenti in Italia, sia operanti in Italia attraverso una stabile organizzazione;
    oppure:

    • dal riferimento di individuazione fiscale assegnato dall’autorità del proprio Paese per i soggetti non residenti;
    che risulta formato:

    • dall’identificativo del Paese assegnante il riferimento di individuazione fiscale al soggetto cessionario dei beni o al committente delle prestazioni di servizi. In concreto, si tratta del numero di identificazione fiscale ai fini IVA, di cui, i primi due caratteri, consentono di individuare il Paese (es.: IT per Italia e DE, per Germania);
    • il codice identificativo IVA in senso stretto (per l’Italia, il numero di partita IVA);
  • il codice fiscale del cedente dei beni o del prestatore dei servizi, che costituisce un’informazione facoltativa se risulta valorizzato “l’identificativo IVA”;
    tenendo presente che:

    • identificativo IVA si deve ritenere facoltativo se risulta rilevato il codice fiscale;
    • è obbligatoria, in ogni caso, la compilazione di uno dei due predetti valori (“identificativo IVA” e “codice fiscale”, in quanto, la mancanza, determina il rifiuto del file);
    • se la partita IVA del soggetto individuato evidenzia che lo stesso risulta aver cessato l’attività o essere stato dichiarato fallito, nella ricevuta che sarà rilasciata per la conferma dell’invio del file verrà evidenziata un’opportuna segnalazione;
    • se è stato inserito un codice fiscale non valido, anche se elemento facoltativo, comporterà il rifiuto del file;
    • in presenza di importazioni, nel caso non siano presenti nella bolletta doganale i dati del soggetto cedente, si devono necessariamente indicare i dati dell’Ufficio doganale presso il quale è stata emessa la bolletta;
  • agli altri dati identificativi, il cui macroblocco utilizza la seguente struttura:

consente di rilevare gli altri dati identificativi del soggetto cedente dei beni o del prestatore dei servizi, tenendo in considerazione che si devono ritenere:

  • obbligatori:

    • la denominazione;
    oppure:

    • il nome e il cognome;
    • i dati relativi alla sede;

mentre le informazioni riferite:

  • alla stabile organizzazione;
  • al rappresentante fiscale;

devono necessariamente risultare valorizzati solamente se presenti nell’adempimento.

In pratica, ai fini operativi i dati complessivi da considerare nell’individuazione del cessionario dei beni o del committente dei servizi sono:

  • per i soggetti diversi dalle persone fisiche:

    • la ditta;
    • la denominazione sociale;
    o:

    • la ragione sociale;
  • per i contribuenti persone fisiche:

    • il nome;
    • il cognome;
    del cedente i beni o del prestatore dei servizi;
  • per entrambi i soggetti, la sede e cioè:

    • la sede legale, per le società;
    • il domicilio fiscale, per le ditte individuali e i lavoratori autonomi;
    la cui rilevazione delle informazioni:

prevede la memorizzazione:

  • obbligatoria:

    • dell’indirizzo;
    • del Comune;
    • della Nazione, da specificare secondo lo standard ISO 3166-1 alpha-2 code (per l’Italia indicare IT);
  • facoltativa:

    • del numero civico inerente all’indirizzo specificato in maniera obbligatoria nell’elemento precedente;
    • del Cap-codice di avviamento postale;
    • la sigla della provincia di appartenenza del Comune, se la sede è ubicata in Italia.

Nel caso in cui le operazioni risultano poste in essere dal cedente dei beni o dal prestatore dei servizi per il tramite:

  • di una stabile organizzazione:

o:

  • di un rappresentante fiscale;

sussiste la necessità di inserimento delle previste informazioni solamente se i dati di riferimento sono presenti in fattura.

Le informazioni da valorizzare:

  • per la stabile organizzazione di un soggetto non residente che ha effettuato l’operazione oggetto del documento tramite l’organizzazione residente sul territorio nazionale sono:

    • l’indirizzo della stabile organizzazione;
    • il numero civico relativo all’indirizzo specificato;
    • il codice di avviamento postale relativo all’indirizzo;
    • il Comune cui si riferisce la sede;
    • la sigla della provincia di appartenenza del Comune (da valorizzare solamente nelle situazioni in cui la sede risulta ubicata in Italia);
    • il codice della nazione da specificare secondo lo standard ISO 3166-1 alpha-2 code;
      oppure:
  • per il rappresentante fiscale di un soggetto non residente che si è avvalso per l’operazione oggetto del documento è necessario seguire l’impostazione della seguente struttura:

per la quale è necessario memorizzare:

  • il numero di identificazione fiscale ai fini IVA dove:

    • i primi due caratteri rappresentano il Paese (e, quindi, possono essere solamente "IT");
    • i restanti il numero di partita IVA;
    tenendo presente che se il dato della partita IVA del soggetto individuato fa riferimento a un soggetto che:

    • ha cessato l’attività;
    • è stato dichiarato fallito;
    nella ricevuta che sarà rilasciata per la conferma dell’invio del file verrà evidenziata un’opportuna segnalazione; nonché, in modo alternativo:
  • per i soggetti diversi dalle persone fisiche:

    • la ditta;
    • la denominazione sociale;
    o:

    • la ragione sociale;
  • per i contribuenti persone fisiche:

    • il nome;
    • il cognome.

16.4 Dati relativi agli elementi operativi del documento ricevuto

Il segmento inerente alle informazioni degli elementi operativi del documento ricevuto, che può essere replicato fino a un massimo di mille occorrenze, nell’ipotesi in cui si procede a trasmettere dati di più fatture riferite allo stesso nominativo.

Ai fini operativi, il blocco in argomento con il quale vengono, in modo obbligatorio, identificati i dati riferiti all’intero documento, può essere così schematizzato:

suddivisi in “dati generali” e “dati di riepilogo”.

A sua volta, nell’ambito dello schema procedurale:

1) dei dati generali, che costituisce il blocco obbligatorio che identifica il documento ricevuto:

prevede l’indicazione:

  • del tipo di documento, con il quale viene specificato tipologia della forma nella quale è stato emesso in relazione ai dati oggetto della trasmissione. i cui valori ammessi sono:
Codice identificativo di riferimentoTipo documento
TD01Fattura
TD04Nota di credito
TD05Nota di debito
TD07Fattura semplificata
TD08Nota di Credito semplificata
TD10Fattura di acquisto intracomunitario beni
TD11Fattura di acquisto intracomunitario servizi
nell’ipotesi in cui l’identificativo “Paese” risulta diverso da "IT", si devono ritenere consentiti ammessi solamente i seguenti dati:
TD10per l’acquisto di beni
TD11per l’acquisizione di servizi

tenendo presente che l’eventuale presenza di una valorizzazione diversa determina il rifiuto del file;

  • della data del documento al quale fanno riferimento le informazioni (dato che deve essere rilevato in formato “AAAA-MM-GG” – es.: 23 giugno 2017 diventa “2017-06-23”), per il quale il riscontro verifica la compatibilità con il periodo di riferimento dell’operazione, tenendo presente che il non superamento del controllo determina la sola segnalazione nella ricevuta di presa in carico;
  • del numero progressivo attribuito dal soggetto cedente dei beni o dal prestatore dei servizi al documento al quale si riferiscono i dati, tenendo in considerazione, al riguardo, che poiché il numero riportato nella fattura che si è ricevuta non deve essere obbligatoriamente annotato nel registro degli acquisti di cui all’art. 25 del decreto IVA, il contribuente che non avesse a disposizione il dato deve – in luogo di esso – valorizzare il campo del tracciato con il valore “0”;
  • della data di registrazione, per la quale è necessario rilevare quella di annotazione della fattura o della bolletta nel registro IVA degli acquisti di cui all’art. 25 del decreto IVA (dato che deve essere rilevato in formato “AAAA-MM-GG” – es.: 24 luglio 2017 diventa “2017-07-24”), tenendo presente che in sede di riscontro viene effettuata la verifica che la data di registrazione:

    • non risulti antecedente all’elemento "data del documento", nel qual caso il file viene scartato;
    • sia compatibile con il periodo di competenza dell’adempimento, anche se, la presenza di questa anomalia non determina il rifiuto del file, ma solamente un’apposita segnalazione nella ricevuta di presa in carico;

2) dei dati di riepilogo, che rappresenta l’elemento complesso che utilizza la seguente struttura:

tenendo in considerazione che:

  • può ripetersi più volte per ogni documento fino a un massimo di mille occorrenze;
  • ogni ripetizione deve necessariamente rilevare le informazioni aggregate per ciascun valore di aliquota IVA applicata alle operazioni elencate nel documento e, nel caso di imposta a zero, per ciascun motivo di esclusione, come riportato nell’elemento “natura”;
  • per la stessa aliquota IVA o per la medesima natura, si può ripetere per differenziare i valori riferiti:

    • a spese detraibili o deducibili;
    e/o:

    • a spese non detraibili né deducibili.

In pratica, in un unico documento emesso possono risultare contemporaneamente presenti importi soggetti all’aliquota IVA sia ordinaria, sia agevolata, nonché operazioni non rientranti nell’ambito IVA.

I dati da rilevare in questo segmento, che devono necessariamente risultare tutti arrotondati al secondo decimale, con evidenziazione della virgola di separazione con il carattere “punto” ["."], si riferiscono:

  • all’ammontare imponibile dei beni oggetto di acquisizione e dei servizi ricevuti (ImponibileImporto), tenendo in considerazione che nei casi di documento (fattura/nota di credito/nota di debito) ordinario si rende necessario riportare:

    • la base imponibile sulla quale deve essere applicata l’IVA secondo l’aliquota indicata;
    oppure:

    • l’importo per le operazioni per le quali il cedente o il prestatore non deve dettagliare l’imposta in fattura;
    • mentre per le fatture semplificate (per le quali alla voce "tipo di documento" sono stati specificati i codici "TD07" o "TD08"), deve essere rilevato l’importo risultante dalla somma di imponibile ed imposta;
  • ai dati IVA dei beni ceduti e dei servizi resi (DatiIVA), per i quali è necessario dettagliare:

    • l’ammontare dell’imposta, tenendo presente che sussiste la possibilità di indicare in alternativa all’aliquota, solamente se i dati si riferiscono a una fattura semplificata (di cui ai codici "TD07" o "TD08" evidenziati alla voce "tipo di documento");
    • l’aliquota IVA (%) applicata, espressa in percentuale, comprensiva dei decimali. Il dato può essere indicato anche in alternativa all’imposta, ma solamente, come accennato, se i dati si riferiscono a una fattura semplificata (di cui ai codici "TD07" o "TD08" evidenziati alla voce "tipo di documento"), per cui nel caso di operazioni per le quali il cedente o il prestatore non deve indicare l’imposta in fattura, specificare il dato "0.00";
    • la natura, da rilevare con il codice che esprime la natura delle operazioni o il "motivo" specifico per il quale il cedente o il prestatore [fornitore] non deve indicare l’imposta in fattura. Tale dato deve essere inserito nel tracciato solo nel caso in cui il cedente o il prestatore non ha indicato l’imposta in fattura in quanto ha inserito, in luogo della stessa, una specifica annotazione. Per tali operazioni non deve essere valorizzato il campo “Imposta” mentre il campo “Natura”, che corrisponde all’annotazione, deve essere valorizzato inserendo la corretta codifica relativa alle diverse tipologie di operazioni. Nel dettaglio:
Indicazioni per le “fatture emesse”
Tipo esclusioneCodicePrecisazione operativa e individuativa
operazioni escluseN1si tratta di fatture relative alle operazioni escluse ai sensi dell’art. 15 del decreto IVA.
In tali casi occorre compilare il campo “Natura” con la sigla “N1 – escluse ex art. 15”.
operazioni non soggette N2si tratta di fatture relative alle operazioni non soggette a IVA (solitamente per mancanza di uno o più requisiti dell’imposta – ad es.: una prestazione di servizi extra-Ue – oppure per espressa disposizione di legge).
In tali casi occorre compilare il campo “Natura” con la sigla “N2 – non soggette”.
operazioni non imponibiliN3si tratta di fatture relative alle operazioni non imponibili (ad es.: una esportazione ovvero una cessione di beni intra-Ue).
In tali casi occorre compilare il campo “Natura” con la sigla “N3 non imponibile”.
operazioni esentiN4si tratta di fatture relative alle operazioni esenti (ad es.: una prestazione sanitaria).
In tali casi occorre compilare il campo “Natura” con la sigla “N4 esente”.
operazioni soggette a regime del margine/IVA non esposta in fatturaN5si tratta di fatture relative alle operazioni per le quali si applica il regime speciale dei beni usati (Art. 36 e seguenti del D.L. 23 febbraio 1995, n. 41), come, a esempio, una cessione di un’autovettura usata, o quello dell’editoria.
In tali casi occorre compilare il campo “Natura” con la sigla “N5 regime del margine/ IVA non esposta in fattura”.
In particolare, il campo “Natura” deve essere compilato con il codice “N5” anche per le fatture emesse senza separata indicazione dell’imposta (art. 74-ter del decreto IVA) dalle agenzie di viaggio e turismo. Su tali documenti, infatti, deve essere riportata l’annotazione “regime del margine – agenzie di viaggio” (art. 21, comma 6, lett. e) del decreto IVA).
Si precisa, inoltre, che, poiché in tali tipologie di fatture il cedente/prestatore non indica separatamente l’imposta (IVA), il campo del tracciato denominato “ImponibileImporto” deve riportare il valore dell’imponibile comprensivo di IVA.
operazioni soggette a inversione contabile/reverse chargeN6si tratta di fatture relative alle operazioni per le quali si applica l’inversione contabile/reverse charge (ad esempio una cessione di rottami).
N.B.: nel caso in cui la fattura ricevuta riporti l’annotazione “inversione contabile (reverse charge)”, oltre a riportare nel campo “Natura” la codifica “N6” vanno anche obbligatoriamente valorizzati i campi “Imposta” e “Aliquota”.
operazioni soggette a modalità speciali di determinazione/assolvimento N7si tratta, in generale, di fatture relative alle operazioni di vendite a distanza e alle prestazioni di servizi di telecomunicazioni, di tele-radiodiffusione ed elettronici. In tali casi occorre compilare il campo “Natura” con la sigla “N7 – IVA assolta in altro stato UE”.
Più nel dettaglio, il campo “Natura” deve essere compilato con la sigla “N7” (e, quindi, il campo “Imposta” deve essere valorizzato con “0.00”) nei seguenti casi:
- vendite a distanza (disciplinate dall’art. 41, comma 1, lett. b) del D.L. n. 331/1993), nel caso in cui l’ammontare delle cessioni effettuate in altro Stato comunitario abbia superato nell’anno precedente o superi in quello in corso € 100.000 ovvero la diversa soglia stabilita dallo stesso Stato;
- prestazione di servizi di telecomunicazioni, tele-radiodiffusione ed elettronici (disciplinate dall’art. 7-sexies, lett. f) e g), e dall’art. 74-sexies del decreto IVA), nel caso in cui il contribuente residente in Italia abbia aderito al Moss (regime del Mini One Stop Shop) – in Italia come negli altri Stati comunitari – e, pur essendo esonerato, emetta la fattura riportando l’aliquota e l’imposta dello Stato comunitario nel quale si trova il consumatore finale. Pertanto, solo in questo caso, il contribuente compila con il valore “0” il campo “Aliquota” e quello “Imposta” e riporta nel campo “Natura” il valore “N7”.
Si tratta, in entrambi i casi, di fattispecie nelle quali l’assolvimento dell’IVA avviene in un altro Stato Ue.

Gli ulteriori dati da rilevare si riferiscono alle situazioni classificabili come:

  • detraibile, che contiene il valore percentuale di detraibilità se gli importi si riferiscono a spese detraibili;
  • deducibile, che indica se gli importi si riferiscono a spese deducibili (il valore ammesso è “Si” = spesa deducibile);
  • esigibilità IVA, indicante il codice che esprime il regime di esigibilità dell’IVA (differita o immediata) o la modalità di versamento dell’imposta (scissione dei pagamenti). I valori ammessi sono i seguenti:
IIVA ad esigibilità immediata
DIVA ad esigibilità differita
Sscissione dei pagamenti

In sede di riscontro operativo viene eseguita la verifica che:

  • se l’imposta risulta valorizzata a zero ("0.00"), deve necessariamente risultare riportata la medesima specificazione anche nel campo" aliquota" e che nel campo “natura” risulti specificato un valore diverso da “N6”;
  • se, invece, risulta riportato un valore diverso da zero, non deve essere valorizzato il campo "natura" oppure che nello stesso risulti presente il valore “N6”.

Ne deriva, di conseguenza, che il file viene scartato se:

  • il campo "natura" non risulta presente nelle situazioni di "aliquota" e/o "imposta" evidenzianti il dato a zero;
  • il campo "natura" risulta presente nelle situazioni di "aliquota" e/o "imposta" evidenzianti il dato diverso da zero (tenendo, inoltre, presente che per le fatture ricevute, il campo “natura” deve risultare valorizzato con un dato diverso da “N6” inerente a operazioni in reverse charge);
  • mancata coerenza tra "imposta" e "aliquota";
  • risultano presenti gli elementi "imposta" e/o "aliquota" per i "tipo di documento" uguale a TD01, TD04 o TD05.

16.5 Operatività procedurale in sede di eventuale rettifica

Il segmento “Rettifica” deve risultare valorizzato solamente se i dati contenuti all’interno del “blocco delle fatture ricevute – DTR” costituiscono una rettifica di dati precedentemente trasmessi, come evidenziato nel seguente schema.

I dati che costituiscono oggetto di rilevazione sono:

  • l’identificativo del file il quale sono stati trasmessi per la prima volta i dati che si vogliono rettificare. Tale dato, come per le fatture emesse, è individuabile dal dettaglio comunicato dal Sistema all’utente trasmittente con la notifica di esito, tenendo presente, al riguardo, che l’eventuale specificazione di un file originario non valido determina il rifiuto del nuovo invio;
  • la posizione occupata dal documento all’interno del file con il quale è stato originariamente trasmesso. Questo elemento consente di disporre di un’ulteriore informazione ai fini dell’identificazione univoca dei dati oggetto di rettifica.
    Il valore della posizione va da “1” a “n” e segue l’ordine nel quale i diversi documenti (individuati dal tag DatiFatturaBodyDTR) sono stati rappresentati all’interno del file Xml originario.
    Il valore della posizione nel file originario prescinde dal cessionario/committente.
    Ad esempio, ipotizzando che il file originario presenti 3 cessionari/committenti e, per ognuno di essi, tre documenti, le posizioni dei documenti andranno da 1 a 9, secondo l’ordine in cui figurano all’interno del file Xml.

17. Annullamento dati fatture o documenti di addebito

L’elemento complesso dello spesometro “ANN” si compone degli elementi seguenti:

e deve essere valorizzato solamente nei casi in cui si debba procedere ad annullare i dati di una o più fatture inviati in precedenza.

La presenza di questo segmento esclude, per evidenti e logici motivi, la valorizzazione delle informazioni inerenti:

  • alle fatture emesse (DTE);
  • alle fatture e documenti di addebito IVA ricevuti (DTR).

Le informazioni da inserire sono:

  • l’identificativo del file contenente i dati che si vogliono annullare. Tale valore è stato comunicato dal Sistema all’utente trasmittente in fase di trasmissione del file;
  • la posizione occupata dal documento all’interno del file con il quale il documento è stato originariamente trasmesso, la quale, in concreto, costituisce l’elemento che consente di disporre di un ulteriore informazione ai fini dell’identificazione univoca dei dati oggetto di annullamento.

Ai fini procedurali, si ritiene opportuno precisare che il valore della “posizione”:

  • va da “1” a “n”;
  • segue l’ordine nel quale i diversi documenti sono stati rappresentati all’interno del file Xml originario;
  • prescinde dalle memorizzazioni poste in essere:

    • dal cessionario dei bei;
    • dal committente le prestazioni di servizi;
    • dal cedente dei beni;
    • dal prestatore dei servizi.

Al riguardo, a titolo meramente indicativo, se si ipotizza che il file originario sia di tipo:

  • DTE e presenti 3 cessionari di beni o committenti di prestazioni di servizi;

oppure:

  • DTR con 3 cedenti di beni o prestatori di servizi;

e che, per ognuno di essi, hanno costituito oggetto di invio tre documenti, le posizioni dei medesimi risulteranno individuabili da 1 a 9, secondo l’ordine in cui figurano all’interno del file Xml.

Nel caso in cui l’elemento “posizione” non risulta “valorizzato”, l’operazione di annullamento viene considerata operativa per tutti i documenti presenti nel file individuabile dall’elemento "identificativo file" (IdFile).

In sede di riscontro, viene verificata:

  • l’esistenza del file specificato;
  • nell’ipotesi in cui l’elemento "posizione":

    • non risulta valorizzato, che il documento oggetto di variazione non sia già stato oggetto di annullamento;
    • risulta valorizzato, viene controllata la presenza del file indicato nell’elemento "identificativo file" (IdFile), e che il documento di riferimento non sia già stato oggetto di annullamento.

Infatti, ai fini operativi, si concretizza il rifiuto del file inviato l’eventuale presenza di una specificazione indicante:

  • un contenuto di un file che si riferisce a dati già precedentemente annullati;
  • un file originario che risulta non esistente;
  • un file che non corrisponde a quello con il quale le informazioni e i dati sono stati trasmessi per la prima volta.

18. Applicabilità dell’istituto del ravvedimento operoso

Per l’omissione o l’errata trasmissione dei dati delle fatture si applicano le regole ordinarie.

Ne discende che la violazione può essere regolarizzata inviando la comunicazione (inizialmente omessa/errata) e applicando alla sanzione di cui all’art. 11, comma 2-bis, del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 471, le riduzioni previste dall’art. 13, comma 1, lett. a-bis) e seguenti, del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472, a seconda del momento in cui interviene il versamento.

Esemplificando, in caso di errata comunicazione dei dati di 180 fatture relative al primo/secondo trimestre del 2017 (con scadenza, ex art. 4, comma 4, del D.L. n. 193/2016, entro il 18 settembre 2017. salvo proroga), qualora il contribuente si ravveda in data 3 novembre 2017 deve nuovamente assolvere all’obbligo comunicativo e versare € 40 (sanzione base di € 360 ridotta a 1/9, ai sensi dell’art. 13, comma 1, lett. a-bis), del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472), tenendo in considerazione che l’applicazione del ravvedimento operoso è possibile, salva la notifica degli atti di accertamento.

Riprendendo l’esempio di cui sopra limitatamente al numero di fatture i cui dati sono stati erroneamente inviati (n. 180 fatture), si schematizzano, di seguito, le tabelle riepilogative delle scadenze, a regime, per l’invio delle comunicazioni dei dati delle fatture (spesometro periodico) con applicazione del ravvedimento operoso:

  • correzione dell’adempimento entro i primi 15 giorni:
Scadenza adempimentoCorrezione entro 15 giorniRavvedimento (art. 13, comma 1, D.Lgs. n. 472/1997)
Lett. a-bis)Lett. b)Lett. b-bis)Lett. b-ter)Lett. b-quater)
I trimestre
31 maggio anno n
15 giugno anno n Euro 20 (sanzione base di Euro 180 ridotta a 1/9)
Entro il 29 agosto anno n
Euro 22,50 (sanzione base di Euro 180 ridotta a 1/8)
Entro il 30 aprile anno n+1
Euro 25,71 (sanzione base di Euro 180 ridotta a 1/7)
Entro il 30 aprile anno n+2
Euro 30 (sanzione base di Euro 180 ridotta a 1/6)
Entro il 31 dicembre n+6 (art. 57 del D.P.R. n. 633/1972)
Euro 36 (sanzione base di Euro 180 ridotta a 1/5)
Fino alla notifica dell’atto impositivo
II trimestre
16 settembre anno n
1° ottobre anno nEuro 20 (sanzione base di Euro 180 ridotta a 1/9)
Entro il 15 dicembre anno n
Euro 22,50 (sanzione base di Euro 180 ridotta a 1/8)
Entro il 30 aprile anno n+1
Euro 25,71 (sanzione base di Euro 180 ridotta a 1/7)
Entro il 30 aprile anno n+2
Euro 30 (sanzione base di Euro 180 ridotta a 1/6)
Entro il 31 dicembre n+6 (art. 57 del D.P.R. n. 633/1972)
Euro 36 (sanzione base di Euro 180 ridotta a 1/5)
Fino alla notifica dell’atto impositivo
III trimestre
30 novembre anno n
15 dicembre anno nEuro 20 (sanzione base di Euro 180 ridotta a 1/9)
Entro il 28 febbraio anno n+1
Euro 22,50 (sanzione base di Euro 180 ridotta a 1/8)
Entro il 30 aprile anno n+1
Euro 25,71 (sanzione base di Euro 180 ridotta a 1/7)
Entro il 30 aprile anno n+2
Euro 30 (sanzione base di Euro 180 ridotta a 1/6)
Entro il 31 dicembre n+6 (art. 57 del D.P.R. n. 633/1972)
Euro 36 (sanzione base di Euro 180 ridotta a 1/5)
Fino alla notifica dell’atto impositivo
IV trimestre
28 (o 29) febbraio anno n+1
15 marzo anno n+1Euro 20 (sanzione base di Euro 180 ridotta a 1/9)
Entro il 29 maggio anno n+1
Euro 22,50 (sanzione base di Euro 180 ridotta a 1/8)
Entro il 30 aprile anno n+2
Euro 25,71 (sanzione base di Euro 180 ridotta a 1/7)
Entro il 30 aprile anno n+3
Euro 30 (sanzione base di Euro 180 ridotta a 1/6)
Entro il 31 dicembre n+7 (art. 57 del D.P.R. n. 633/1972)
Euro 36 (sanzione base di Euro 180 ridotta a 1/5)
Fino alla notifica dell’atto impositivo

  • correzione dell’adempimento oltre i 15 giorni:
Scadenza adempimentoCorrezione oltre 15 giorniRavvedimento (art. 13, comma 1, D.Lgs. n. 472/1997)
Lett. a-bis)Lett. b)Lett. b-bis)Lett. b-ter)Lett. b-quater)
I trimestre
31 maggio anno n
Dal 16 giugno anno nEuro 40 (sanzione base di Euro 360 ridotta a 1/9)
Entro il 29 agosto anno n
Euro 45 (sanzione base di Euro 360 ridotta a 1/8)
Entro il 30 aprile anno n+1
Euro 51,43 (sanzione base di Euro 360 ridotta a 1/7)
Entro il 30 aprile anno n+2
Euro 60 (sanzione base di Euro 360 ridotta a 1/6)
Entro il 31 dicembre n+6 (art. 57 del D.P.R. n. 633/1972)
Euro 72 (sanzione base di Euro 360 ridotta a 1/5)
Fino alla notifica dell’atto impositivo
II trimestre
16 settembre anno n
Dal 2 ottobre anno nEuro 40 (sanzione base di Euro 360 ridotta a 1/9)
Entro il 15 dicembre anno n
Euro 45 (sanzione base di Euro 360 ridotta a 1/8)
Entro il 30 aprile anno n+1
Euro 51,43 (sanzione base di Euro 360 ridotta a 1/7)
Entro il 30 aprile anno n+2
Euro 60 (sanzione base di Euro 360 ridotta a 1/6)
Entro il 31 dicembre n+6 (art. 57 del D.P.R. n. 633/1972)
Euro 72 (sanzione base di Euro 360 ridotta a 1/5)
Fino alla notifica dell’atto impositivo
III trimestre
30 novembre anno n
Dal 16 dicembre anno nEuro 40 (sanzione base di Euro 360 ridotta a 1/9)
Entro il 28 febbraio anno n+1
Euro 45 (sanzione base di Euro 360 ridotta a 1/8)
Entro il 30 aprile anno n+1
Euro 51,43 (sanzione base di Euro 360 ridotta a 1/7)
Entro il 30 aprile anno n+2
Euro 60 (sanzione base di Euro 360 ridotta a 1/6)
Entro il 31 dicembre n+6 (art. 57 del D.P.R. n. 633/1972)
Euro 72 (sanzione base di Euro 360 ridotta a1/5)
Fino alla notifica dell’atto impositivo
IV trimestre
28 (o 29) febbraio anno n+1
Dal 16 marzo anno n+1Euro 40 (sanzione base di Euro 360 ridotta a 1/9)
Entro il 29 Maggio anno n+1
Euro 45 (sanzione base di Euro 360 ridotta a 1/8)
Entro il 30 aprile anno n+2
Euro 51,43 (sanzione base di Euro 360 ridotta a 1/7)
Entro il 30 aprile anno n+3
Euro 60 (sanzione base di Euro 360 ridotta a 1/6)
Entro il 31 dicembre n+7 (art. 57 del D.P.R. n. 633/1972)
Euro 72 (sanzione base di Euro 360 ridotta a 1/5)
Fino alla notifica dell’atto impositivo

19. Casi particolari per la coerente trasmissione telematica all’Agenzia entrate dei dati delle fatture emesse e ricevute

Integrazione e rettifica della comunicazione
QuesitoSoluzione
È possibile integrare e rettificare la comunicazione “dati fattura” oltre il quindicesimo giorno dal termine di adempimento?Si deve ritenere consentito l’invio di una comunicazione con cui procedere a integrare o a rettificare quella trasmessa anche oltre il quindicesimo giorno dal termine di adempimento, al fine di ravvedere l’omesso o errato adempimento comunicativo, tenendo presente che si rendono operative le disposizioni di cui all’art. 13 del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472.
Invio comunicazione per “competenza”
QuesitoSoluzione
Per le fatture emesse, i dati dei singoli documenti devono risultare sempre inviati "per competenza" rispetto al periodo di riferimento?La comunicazione dei dati riferiti alle “fatture emesse” deve contenere le informazioni riferite alle fatture con data coerente con il periodo di riferimento.
A titolo di esempio, la comunicazione “dati fattura” riferita al primo semestre dell’anno 2017 deve necessariamente contenere le informazioni inerenti alle fatture emesse che riportano la data rientrante nel predetto semestre (dal 1° gennaio 2017 al 30 giugno 2017).
In relazione ai dati delle “fatture ricevute”, la “competenza” deve risultare riferita al valore della data di registrazione del documento.
Fatture emesse da “autotrasportatori”
QuesitoSoluzione
I dati delle fatture emesse dagli autotrasportatori che si avvalgono della facoltà di differire la registrazione al trimestre successivo devono essere comunicati:
1) nel trimestre in cui le fatture vengono registrate sul registro IVA (e incluse nella liquidazione IVA)?
2) nel trimestre in cui le fatture vengono emesse?
Nel caso in cui il contribuente, appartenente alla categoria degli autotrasportatori, che si avvale della facoltà di differire la registrazione al trimestre successivo a quello di emissione, la comunicazione dei dati di tali fatture deve necessariamente fare riferimento alla data di registrazione.
I dati di dette fatture saranno acquisiti e al mittente – per motivi meramente tecnici – sarà segnalata l’incompatibilità della data di emissione con il periodo (trimestre o semestre) di riferimento, ma tale segnalazione automatica non determinerà – nel caso specifico – conseguenze sulle elaborazioni future.
Bollette doganali
QuesitoSoluzione
Per quanto attiene alla comunicazione delle “bollette doganali” nel prospetto “DTR” della comunicazione, poiché è possibile che i software contabili registrino una sola anagrafica a fronte del fornitore “bolla doganale”, specificando, fattura per fattura, la denominazione dell’ufficio doganale da riportare nei registri IVA e, quindi, concretamente non si disporrebbe dell’informazione da riportare – obbligatoriamente – nei campi “Identificativo Paese” e “Identificativo Fiscale” del cedente/prestatore extracomunitario.
È possibile rendere facoltativa la compilazione dei predetti campi?
I campi “Identificativo Paese” e “Identificativo Fiscale” del cedente/prestatore sono obbligatori e non è possibile renderli facoltativi.
In particolare, nel caso in cui l’elemento informativo “Identificativo Paese” risulti valorizzato con un codice Paese extracomunitario, il sistema non effettua controlli sul valore riportato nell’elemento informativo “Identificativo Fiscale” che, quindi, può essere valorizzato liberamente.
Il comma 2 dell’art. 25 del decreto IVA, specifica che “dalla registrazione devono risultare la data della fattura o bolletta, il numero progressivo ad essa attribuito, la ditta, denominazione o ragione sociale del cedente del bene o prestatore del servizio, ovvero il nome e cognome se non si tratta di imprese, società o enti, nonché l’ammontare imponibile e l’ammontare dell’imposta distinti secondo l’aliquota”.
Conseguentemente, le informazioni che identificano il cedente/prestatore extracomunitario, compreso il Paese di riferimento, sono valori soggetti ad essere registrati.
Al fine di non creare aggravi per i contribuenti che dispongono di software contabili che, al presente, hanno le limitazioni predette e nelle more di un loro rapido adattamento, si consente – solo con riferimento alle comunicazioni del periodo d’imposta 2017 – di valorizzare, all’interno della sezione <CedentePrestatoreDTR>:
- l’elemento informativo <IdFiscaleIVA>\<IdPaese> con la stringa “OO”;
- l’elemento <IdFiscaleIVA>\<IdCodice> con una sequenza di undici “9”.
Variazione dati anagrafici del soggetto mittente e dei clienti e fornitori
QuesitoSoluzione
Trattandosi di una comunicazione trimestrale (per il 2017 semestrale) i campi della sezione “Altri dati identificativi”, riferiti alle informazioni anagrafiche dei contribuenti (denominazione, nome, cognome, sede), potrebbero nel tempo cambiare più volte e non essere aggiornate tempestivamente.
In questi casi è possibile indicare sempre l’informazione più aggiornata a disposizione, a prescindere dalla competenza dei documenti trasmessi e quindi dalle informazioni anagrafiche effettivamente presenti nelle varie fatture?
Peraltro, spesso queste informazioni non vengono registrate in contabilità o perlomeno non in maniera precisa e puntuale (non essendo nemmeno obbligatorio dal punto di vista normativo).
Sarebbe possibile rendere facoltativa l’indicazione nel tracciato di tali informazioni lasciando obbligatori solo gli identificativi fiscali Partita IVA o Codice Fiscale?
Riportare l’informazione più aggiornata a disposizione nella comunicazione si deve ritenere consentito.
Nel caso non fossero disponibili le informazioni relative alla sede delle controparti, i relativi elementi informativi obbligatori possono essere valorizzati con la stringa “Dato assente”.
Se i dati sono relativi a fatture emesse in forma semplificata, ai sensi dell’art. 21-bis del decreto IVA, rimane l’obbligo di indicare esplicitamente: Nome, Cognome o Denominazione qualora gli identificativi fiscali non fossero indicati.
Fatture acquisto fuori campo IVA, ex art. 74 D.P.R. n. 633/1972
QuesitoSoluzione
Le fatture di acquisto fuori campo IVA ex art. 74 del decreto IVA, se registrate, devono essere trasmesse con natura “N2”?Si, il codice natura corretto per tali casi è “N2”.
Corretta valorizzazione dell’informazione “tipo documento”
QuesitoSoluzione
Per l’elemento informativo “Tipo Documento”, sono previsti i riferimenti:
- TD10 – Fattura per acquisto intracomunitario beni;
- TD11 – Fattura per acquisto intracomunitario servizi.
Quale comportamento si deve adottare per la valorizzazione di questo elemento informativo nei seguenti casi:
1) contemporaneità di acquisti di beni e di servizi all’interno della stessa fattura?
2) nota di credito di acquisto intracomunitario?
Nel caso in cui lo stesso documento fattura presenti dati riferiti sia a cessioni di beni, sia a prestazioni di servizi, l’elemento informativo “Tipo Documento” deve necessariamente risultare valorizzato utilizzando un criterio di “prevalenza” legato all’importo delle cessioni e delle prestazioni.
Ne deriva, di conseguenza, che:
- se il valore delle cessioni di beni è maggiore di quello delle prestazioni di servizi, si valorizzerà l’elemento informativo con il valore “TD10 – Fattura per acquisto intracomunitario beni”;
- se il valore delle prestazioni di servizi è maggiore di quello delle cessioni di beni, si valorizzerà l’elemento informativo con il valore “TD11 – Fattura per acquisto intracomunitario servizi”.
In relazione alla comunicazione delle “note di credito” riferite ad acquisti intracomunitari, si deve necessariamente valorizzare l’elemento con “TD04”.
Fatture “cointestate”
QuesitoSoluzione
Come deve essere compilata la comunicazione in caso di fatture “cointestate”?Si deve ritenere non plausibile l’emissione di una fattura “cointestata” verso cessionario/committente soggetto passivo IVA (B2B).
Pertanto, nel caso di una fattura emessa nei confronti di un cessionario/committente non soggetto passivo (B2C), la compilazione della sezione “Identificativi Fiscali” andrà effettuata riportando i dati di uno solo dei soggetti.
Operazioni di esportazione in “regime del margine”
QuesitoSoluzione
Le esportazioni effettuate da un soggetto in regime del margine, devono essere riportate con natura “N3” o “N5”?Le esportazioni effettuate da un soggetto in regime del margine, devono essere riportate con natura “N3”.
Comunicazione dati delle fatture di acquisto/vendita intracomunitari
QuesitoSoluzione
In caso di acquisto intra-comunitario, la fattura ricevuta – ai sensi degli artt. 38 e seguenti del D.L. 30 agosto 1993, n. 331 – deve essere integrata con l’IVA e, quindi, annotata sia tra le fatture emesse, sia tra quelle di acquisto.
Al riguardo, come si deve segnalare un acquisto intracomunitario effettuato ai sensi dell’art. 42 del D.L. 30 agosto 1993, n. 331, che non viene integrato con l’IVA?
Con riferimento agli acquisti intracomunitari effettuati ai sensi dell’art. 42 del D.L. 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla L. 29 ottobre 1993, n. 427, si rende necessario rilevare:
- la natura “N3”, nel caso di operazione “non imponibile”;
- la natura “N4” nel caso di operazione “esente”.
Codice “natura” da utilizzare per acquisti da contribuenti in regime agevolato
QuesitoSoluzione
Quale codice “Natura” deve essere riportato per le fatture ricevute da contribuenti che si sono avvalsi dei regimi agevolati, di cui all’art. 27, commi 1 e 2, del D.L. n. 98/2011 (regime fiscale di vantaggio …) e di cui all’art. 1, commi da 54 a 89, delle legge n. 190/2014 (regime forfetario)?I dati delle fatture ricevute da contribuenti che si avvalgono dei regimi agevolati citati nel quesito devono essere rilevati indicando il codice natura “N2”.

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