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Legge di Stabilità 2016: le novità in tema di IMU e TASI

di Stefano Setti - mercoledì, 11 novembre 2015

Il DDL di Stabilità per il 2016, oltre a disporre l’esenzione dalla TASI per l’abitazione principale e le relative pertinenze ed a rivedere le disposizioni che regolano la tassazione dei terreni agricoli, prevede che in sede di determinazione della rendita catastale degli immobili a destinazione speciale (gruppi D ed E) non si debba tenere conto dei cd. “imbullonati”, cioè del valore dei macchinari ed impianti fissati ai fabbricati ad uso produttivo (tassabili) delle imprese

Fisco : Tributi locali : IMU

Fisco : Tributi locali : TASI

D.L. n. 201 del 2011, art. 13
D.L. n. 4 del 2015, art. 1
D.M. n. 701 del 1994, art. 1
D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 7
D.Lgs. n. 99 del 2004, art. 1
Circ. Ag. Territorio n. 6/T del 30 novembre 2012
C.M. n. 9 del 14 giugno 1993, prot. 249
Fisco Tributi locali IMU TASI

L’art. 4 del DDL Stabilità 2016 (nella versione ad oggi disponibile e che potrà essere oggetto di revisione nella fase di discussione parlamentare che porterà alla formazione definitiva della legge che verrà pubblicata), prevede dal 2016, considerevoli modifiche in tema di IMU e TASI.

Infatti, viene stabilità l’esenzione TASI per l’abitazione principale fatta eccezione per gli immobili classificati nelle categorie A/1, A/8 e A/9 (di lusso), inoltre, i coltivatori diretti e IAP non saranno più tenuti a versare l’IMU per i terreni agricoli da loro posseduti e condotti.

Notevole importanza riveste la previsione secondo la quale, sempre dal 1° gennaio 2016, la determinazione della rendita catastale degli immobili a destinazione speciale e particolare (gruppi catastali D ed E) sarà effettuata, tramite stima diretta, tenendo conto del suolo e delle costruzioni, nonché degli elementi ad essi strutturalmente connessi che ne accrescono la qualità e l’utilità.

Da tale valutazione catastale saranno esclusi i macchinari, congegni, attrezzature ed altri impianti, funzionali allo specifico processo produttivo.

Tributi locali: le novità ad opera del DDL Stabilità 2016
IMUColtivatori diretti e IAP: esenzione IMU
Il DDL Stabilità 2016, che ha modificato diversi commi dell’art. 13 del D.L. n. 201/2011, prevede che i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali di cui all’art. 1 del D.Lgs. n. 99/2004, iscritti alla previdenza agricola, non devono più versare l’IMU per i terreni agricoli da loro posseduti e condotti.

Terreni ricadenti in aree montane: esenzione IMU
Dal 2016 l’esenzione IMU prevista dalla lett. h) del co. 1 dell’art. 7 del D.Lgs. n. 504/1992 torna applicabile in base ai criteri individuati dalla Circ. n. 9 del 14 giugno 1993. Più nel dettaglio la citata lett. h) stabilisce che sono esenti dall’imposta “i terreni agricoli ricadenti in aree montane o di collina delimitate ai sensi dell’art. 15 della legge 27 dicembre 1977, n. 984”.
Il co. 3 dell’art. 4 del DDL Stabilità 2016 dispone che, dal 2016, saranno esenti dall’IMU i terreni agricoli:
- posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali di cui all’art. 1 del D.Lgs. n. 99/2004, iscritti nella previdenza agricola, indipendentemente dalla loro ubicazione;
- ubicati nei Comuni delle isole minori di cui all’allegato A della Legge 28.12.2001 n. 448 (tale esenzione era già contemplata dall’art. 1, co. 1, lett. a-bis) del D.L. n. 4/2015);
- ad immutabile destinazione agro-silvo-pastorale a proprietà collettiva indivisibile e inusucapibile.
Va da sé che le disposizioni contenute nei commi da 1 a 9-bis dell’art. 1 del D.L. n. 4/2015 vengono abrogati.
TASIIn merito alla TASI sono stati modificati i commi 639 e 669 dell’art. 1 della Legge n. 147/2013 riguardanti, rispettivamente, l’istituzione ed il presupposto impositivo.

Abitazioni principali: esenzione TASI
Con le modifiche introdotte dal DDL Stabilità 2016 viene prevista l’esenzione TASI per le abitazioni principali (che, invece, fino al 2015 sono soggette al tributo indipendentemente dal loro classamento), ad eccezione di quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 (allineando, quindi, l’esenzione a quella prevista per l’IMU).

Unità immobiliari locate destinate ad abitazione principale
Sempre dal 2016, nel caso in cui l’unità immobiliare sia detenuta da un soggetto che la destina ad abitazione principale, escluse quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, il possessore versa la TASI nella percentuale stabilita dal Comune nel regolamento relativo all’anno 2015.
La percentuale di versamento a carico del possessore è pari al 90% dell’ammontare complessivo del tributo nel caso di:
- mancato invio della delibera entro il termine del 10.9.2014;
- mancata determinazione della predetta percentuale stabilita dal Comune nel regolamento relativo al 2015.

Fabbricati invenduti delle imprese costruttrici (c.d. beni merce)
Tali immobili, fintanto che permane tale destinazione ed a condizione che non risultino locati, sono assoggettati al tributo con aliquota ridotta dello 0,1%; i Comuni possono modificare tale aliquota:
- in aumento, sino allo 0,25%;
- in diminuzione, sino all’azzeramento.
Trasmissione delle delibere ai fini IMU e TASIViene, ora, stabilito che le deliberazioni di approvazione delle aliquote e delle detrazioni nonché i regolamenti dell’IMU e della TASI, al fine della loro pubblicazione nel sito Internet del Ministero dell’Economia e delle Finanze, devono essere inviate dai Comuni entro il termine perentorio del 14 ottobre dello stesso anno (attualmente tale termine è fissato, invece, al 21 ottobre).
Nuova disciplina per gli “imbullonati”Dal 1° gennaio 2016 verrà meno il prelievo IMU sui cd. “imbullonati”, cioè sui macchinari e impianti fissati ai fabbricati ad uso produttivo (tassabili) delle imprese.

Rendita catastale degli immobili “D” ed “E”: nuove regole di determinazione
Così come previsto dal DDL in commento, a decorrere dal 2016, la determinazione della rendita catastale dei fabbricati a destinazione speciale e particolare, per meglio dire degli immobili classificabili nelle categorie catastali dei gruppi D ed E, è effettuata (tramite stima diretta) tenendo conto del suolo e delle costruzioni, nonché degli elementi ad essi strutturalmente connessi che ne accrescono la qualità e l’utilità, nei limiti dell’ordinario apprezzamento.
In tal caso, rimangono esclusi dalla medesima stima diretta:
- i macchinari,
- i congegni,
- le attrezzature,
- gli altri impianti funzionali allo specifico processo produttivo.

Fabbricati già censiti nei gruppi “D” ed “E”
Con riferimento ai fabbricati già censiti nei gruppi catastali D ed E (opifici, alberghi, teatri, stazioni per servizi di trasporto), i soggetti interessati potranno presentare, a dal 1° gennaio 2016, gli atti di aggiornamento ai fini della rideterminazione della rendita catastale, nel rispetto dei criteri appena citati, attraverso la procedura informatica DOCFA (D.M. n. 701/94).
Così come previsto dal DDL Stabilità 2016:
- la rendita “proposta” avrà effetto retroattivo 1° gennaio 2016, qualora l’atto di aggiornamento catastale venga presentato entro il 15 giugno 2016;
- la rendita “proposta” avrà effetto innovativo dal 1° gennaio 2016, se l’atto di aggiornamento catastale sarà presentato dopo il 15 giugno 2016.
Si tenga presente, comunque, che l’Agenzia delle Entrate-Territorio avrà tempo fino al 30 settembre 2016 per comunicare al MEF, con riferimento agli atti di aggiornamento ricevuti, i dati relativi, per ciascuna unità immobiliare, alle rendite “proposte” e a quelle già iscritte in catasto al 1° gennaio 2016.
IVIEL’IVIE non si applica “… al possesso dell’abitazione principale e delle pertinenze della stessa e alla casa coniugale assegnata al coniuge, a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, ad eccezione delle unità immobiliari che in Italia risultano classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, per le quali si applica l’aliquota nella misura ridotta dell0 0,4 per cento e la detrazione, fino a concorrenza del suo ammontare di euro 200 rapportati al periodo dell’anno durante il quale si protrae tale destinazione; se l’unità immobiliare è adibita ad abitazione principale da più soggetti passivi la detrazione spetta a ciascuno di essi proporzionalmente alla quota per la quale la destinazione medesima si verifica”.

Imbullonati: novità dal 1° gennaio 2016

In tema di “imbullonati”, si ricorda che la legge di Stabilità 2015 aveva blindato la determinazione delle rendite catastali delle unità immobiliari a destinazione speciale (fabbricati appartenenti al gruppo catastale D) e particolare (fabbricati appartenenti al gruppo catastale E), disponendo che la rendita si applica secondo le istruzioni fornite dall’Agenzia del Territorio con Circ. n. 6/2012, recante i profili tecnico-estimativi concernenti la determinazione (mediante stima diretta) della rendita catastale delle unità immobiliari a destinazione speciale e particolare.

Ne consegue che nella determinazione della rendita catastale vanno considerati i macchinari e gli impianti (forno, pressa, carroponte) che, in via ordinaria, contribuiscono ad assicurare alla relativa unità immobiliare una specifica autonomia funzionale e reddituale stabile nel tempo, a prescindere da come detti macchinari e impianti siano stati uniti agli elementi strutturali dell’unità immobiliare stessa.

Più nel dettaglio (così come sancito dalla Cassazione: sentenze n. 9693/2015 e n. 9541/2015), nella determinazione della rendita catastale si deve tener conto di tutti i macchinari e gli impianti che caratterizzano la destinazione dell’unità immobiliare (senza i quali il fabbricato perderebbe le qualità che contribuiscono a definirne la specifica destinazione d’uso) e che al tempo stesso siano caratterizzati da specifici requisiti di “immobiliarità”, indipendentemente dal sistema di “ancoraggio” utilizzato per il collegamento alla costruzione.

Ora, l’art. 4, co. 9 del DDL Stabilità 2016 prevede che dal 1° gennaio 2016 la determinazione della rendita catastale degli immobili a destinazione speciale e particolare, censibili nelle categorie catastali dei gruppi D ed E, è effettuata, tramite stima diretta, tenendo conto del suolo e delle costruzioni, nonché degli elementi ad essi strutturalmente connessi che ne accrescono la qualità e l’utilità, nei limiti dell’ordinario appressamento. Inoltre, viene previsto che sono esclusi dalla stessa stima diretta:

  • macchinari,
  • congegni,
  • attrezzature,
  • ed altri impianti funzionali allo specifico processo produttivo.

Con riferimento, invece, ai fabbricati già censiti nei gruppi catastali D ed E (opifici, alberghi, teatri, stazioni per servizi di trasporto), secondo quanto previsto dai successivi commi 10, 11 e 12 del citato art. 4, i soggetti interessati potranno presentare, dal 1° gennaio 2016, gli atti di aggiornamento ai fini della rideterminazione della rendita catastale, nel rispetto dei criteri sopra citati, attraverso la procedura informatica DOCFA (di cui al D.M. n. 701/1994).

Attenzione

Considerato che la norma fa puntuale riferimento alle “categorie catastali dei gruppi D ed E” sembra ragionevole ritenere che i fabbricati oggetto di rendita “proposta” siano quelli adibiti ad uso commerciale (D/7 e D/8) e rurale (D/10), oltre a quelli a uso industriale (D/1), inoltre, l’alleggerimento del prelievo fiscale dovrebbe riguardare anche altri tributi come, ad esempio, la TASI e le imposte sui redditi.

Sulla base di quanto sopra ne deriva che:

  • la rendita “proposta” avrà effetto retroattivo dal 1° gennaio 2016, in deroga all’art. 13, co. 4 del D.L. n. 201/2011 (convertito in Legge n. 214/2011), se l’atto di aggiornamento catastale sarà presentato entro il 15 giugno 2016 (il 16 scade il termine di pagamento della prima o unica rata dell’IMU 2016);
  • la rendita “proposta” avrà effetto innovativo dal 1° gennaio 2017, se l’atto di aggiornamento catastale sarà presentato dopo il 15 giugno 2016.

Come anticipato, l’Agenzia delle Entrate avrà tempo fino al 30 settembre 2016 per comunicare al Ministero dell’Economia, con riferimento agli atti di aggiornamento ricevuti, i dati relativi, per ciascuna unità immobiliare, alle rendite “proposte” e a quelle già iscritte in catasto al 1° gennaio 2016.

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