Quattordicesima 2019. Con il mese di dicembre viene pagata la somma una tantum ai pensionati del settore privato, compresi gli autonomi, del settore dello spettacolo e dello sport professionistico e del comparto pubblico, che finora non l’hanno riscossa. E ciò è avvenuto per due fatti:
- per il compimento dell’età minima di 64 anni dopo il trascorso mese di luglio (dopo giugno per i pensionati del pubblico impiego);
- per avere ottenuto la pensione per la prima volta nel corso del 2019. E con questo pagamento si chiude la partita 2019. Restano i controlli dell’INPS: su tutti i pagamenti incombe il rischio che il prossimo anno gli uffici debbano chiedere in restituzione la somma in tutto o in parte.
Ciò succede perché l’INPS calcola i redditi sulla base delle proprie informazioni che risalgono al 2018. Ma la vera misura dei redditi 2019 sarà conosciuta solo nel 2020. E quindi solo da quel momento si potrà stabilire se esiste davvero il diritto e in che misura (cioè in quale delle tre fasce in cui si articola il pagamento va incasellato il pensionato). Questo vuol dire che la quattordicesima 2019 viene pagata in via provvisoria, da convalidare a consuntivo.
C’è quindi la possibilità che tra un anno gli uffici – sulla base dei reali redditi 2018 e 2019 di ogni interessato – possa recuperare sulla pensione 2020 una parte della somma, perché dovuta in misura inferiore, o peggio ancora tutta la quattordicesima.
Tornando al pagamento di dicembre è opportuno chiarire, per evitare equivoci, che i nati dopo il mese di gennaio hanno diritto ad aumenti ridotti, al pari di chi è diventato titolare di una pensione con decorrenza da febbraio 2019 in poi. A costoro gli uffici pagheranno la somma in dodicesimi, in base ai mesi di riferimento, e non per l’intero anno.
Il pagamento è più o meno alto in relazione a due fattori:
- il numero degli anni di anzianità contributiva;
- la misura dei redditi lordi anni.
A - Contributi. La somma è tripartita in relazione all’anzianità contributiva:
- fino a 15 anni;
- oltre 15 e fino a 25 anni;
- oltre 25 anni.
Per i lavoratori autonomi le fasce hanno tre anni in più: fino a 18, fino a 28, oltre 28.
B - Redditi. Se il reddito non supera la soglia di 10.003,70 euro lordi anni (grosso modo 770 euro/mese per 13 mensilità) le somme aggiuntive – attenzione, noi indichiamo gli importi annui, ma come detto saranno ridotte per i motivi prima indicati – sono, in base alle tre fasce contributive, di 437 euro, di 546 euro e di 655 euro. Se invece il reddito è più alto ma non supera il tetto di 13.338,26 euro annui (1.026 euro/mese per 13 mensilità), il pagamento è di 336 euro, 420 euro e 504 euro.